Messico, USA e Canada siglano il Trattato di libero scambio

Pubblicato il 11 dicembre 2019 alle 9:57 in Messico USA e Canada

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Gli Stati Uniti, il Messico e il Canada hanno definitivamente sigillato martedì 10 dicembre a Città del Messico il Trattato di libero scambio (TMEC) dopo aver aggiunto una serie di modifiche, principalmente in materia di lavoro, al testo originale, redatto nel novembre 2018. Mentre i messicani hanno ceduto a buona parte delle richieste di Stati Uniti, gli americani hanno promesso di ratificare il trattato prima del 20 dicembre. Il presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador afferma che il TMEC è uno strumento potente per ridare forza all’economia messicana, che quest’anno è entrata in recessione, mentre il presidente statunitense Donald Trump ottiene una vittoria sui democratici dimostrando che aveva ragione a chiedere la modernizzazione dell’Accordo nordamericano di libero scambio (NAFTA) due anni e mezzo fa.

Le ultime ore sono state un tour de force per la diplomazia messicana, impegnata a eludere i problemi politici interni degli Stati Uniti: il procedimento di impeachment contro Trump, la resistenza dei legislatori democratici a proseguire con l’accordo e la pressione dei sindacati americani alla vigilia della campagna elettorale. La ratifica del TMEC negli Stati Uniti avverrà poche ore prima dell’inizio delle vacanze di Natale al Congresso e poche settimane prima dell’inizio della corsa presidenziale. Senza l’accettazione delle nuove condizioni da parte di Città del Messico e in subordine di Ottawa, l’accordo avrebbe dovuto attendere almeno un altro anno per l’approvazione: uno scenario che il Messico non poteva permettersi.

Il nuovo trattato è uno degli stimoli che López Obrador intende usare per dare impulso all’economia messicana. Il TMEC regola l’espansione economica di una regione esente da dazi creata nel 1994 e si incentra anche sulla nuova realtà economica con nuove regole per il commercio elettronico, i servizi finanziari e la proprietà intellettuale. “Abbiamo raggiunto il miglior accordo commerciale nella storia” – ha presunto il rappresentante commerciale statunitense, Robert Lighthizer, alla firma dell’addendum che scioglie le reticenze di Washington. L’accordo giunge in un momento difficile per il Messico, quando gli ultimi dati mostrano che il PIL è sceso dello 0,1% nella prima metà dell’anno e che la recessione è ormai una realtà. Il presidente messicano ha rafforzato l’impegno commerciale con un piano infrastrutturale di 42 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni.

L’opportunità di chiudere una volta per tutte le trattative intorno al TMEC è stata consolidata in questa settimana, tuttavia, nell’ultimo anno il Messico ha intrapreso una riforma del lavoro per soddisfare le esigenze degli Stati Uniti. Oltre a modificare il diritto del lavoro per migliorare il sistema della giustizia del lavoro e dare indipendenza ai sindacati messicani, López Obrador si è offerto di aumentare il salario minimo del 2% al di sopra dell’inflazione ogni anno e a varare un bilancio per attuare la riforma del lavoro di circa 900 milioni di dollari nei prossimi quattro anni.

Martedì 10 dicembre, i negoziatori hanno annunciato che per venire incontro alla richiesta degli Stati Uniti dell’invio di supervisori in Messico per osservare il rispetto delle condizioni di lavoro, una misura considerata “inaccettabile” dai messicani,  le parti hanno concordato un sistema di risoluzione delle controversie con gruppi di lavoro costituiti da esperti dei tre paesi. Inoltre, il Messico ha accettato di rispettare la quota del 70% di materiale nordamericano nella produzione di automobili. 

Gli USA ratificheranno il trattato il 20 dicembre, secondo quanto reso noto dalla speaker del Congresso, Nancy Pelosi. Messico e Canada lo faranno prima di fine anno, in modo da farlo entrare in funzione dal 1 gennaio 2020.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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