Maduro: Il piano USA per il Venezuela è fallito

Pubblicato il 11 dicembre 2019 alle 12:12 in USA e Canada Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha dichiarato che, nel corso del 2019, il piano che gli Stati Uniti avevano per la nazione sudamericana, che consisteva nell’imporre un altro presidente, è fallito.

“Nel 2019 abbiamo dovuto affrontare il piano fallito dell’imperialismo USA, il piano fallito di Mike Pompeo di imporre al paese un presidente che nessuno ha eletto, e l’abbiamo sconfitto, è al tappeto, fallito, finito, sconfitto, il piano dell’imperialismo!” – ha detto Maduro in un intervento alla radio e alla televisione pubblica.

Le dichiarazioni di Maduro seguono di alcune ore l’incontro che hanno avuto a Washington il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato americano Mike Pompeo. Dopo il vertice in conferenza stampa lo stesso Pompeo ha dichiarato di aver chiesto alla Russia di sostenere il leader dell’opposizione e presidente dell’Assemblea nazionale, Juan Guaidó, e di riconoscerlo come presidente legittimo del Venezuela. Sergej Lavrov ha risposto che il suo paese sostiene il dialogo e la non interferenza negli affari interni del Venezuela, ribadendo che ad oggi l’unico presidente legittimo del Venezuela è Nicolás Maduro.

Da gennaio il paese sudamericano sta affrontando una grave crisi politica ed economica. Lo scorso 5 gennaio Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana in risposta all’insediamento di Maduro per un nuovo mandato presidenziale, ha tentato di rovesciarlo e il presidente del parlamento, Juan Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Questa azione è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da altri 54 paesi, tra cui Brasile, Argentina, Colombia e 25 paesi dell’Unione europea. Oltre che dalla Russia, che ha inviato negli scorsi mesi alcuni suoi militari a Caracas, Maduro, che è riuscito a resistere a diversi tentativi di golpe, il principale il 30 aprile scorso, è sostenuto da diversi paesi tra cui Cuba, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Iran, Siria e Nicaragua. Tentativi di dialogo tra governo e opposizione sono stati mediati sia dal Gruppo di Montevideo, composto da Messico, Uruguay e Comunità caraibica (CARICOM) sia dalla Norvegia.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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