L’India approva una controversa misura sulla cittadinanza

Pubblicato il 11 dicembre 2019 alle 17:48 in Asia India

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Il Parlamento indiano ha approvato una legge che garantisce la cittadinanza alle minoranze perseguitate di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan, ma esclude i cittadini di fede musulmana.

La misura è nota come “Citizenship Amendment Bill” (CAB 2019) ed è stata approvata il 9 dicembre dalla Camera Bassa. L’11 dicembre, con 125 voti a favore e 105 contrari, la legge è stata confermata anche dalla Camera Alta. “I cittadini musulmani di questo Paese non hanno motivo di preoccuparsi”, ha dichiarato in Parlamento Amit Shah, ministro dell’Interno. “Questo disegno di legge ha lo scopo di dare la cittadinanza, non di toglierla”, ha aggiunto. Diversi rappresentanti dell’opposizione hanno dichiarato che il disegno di legge sarà contestato per la sua incostituzionalità. “Si tratta di un attacco alla Costituzione indiana e alla democrazia. Fa male all’anima dell’India. Non supera i test di moralità”, ha affermato Anand Sharma, rappresentante del principale partito dell’opposizione indiana, l’Indian National Congress. Al contrario, il primo ministro, Narendra Modi, ha dichiarato che si è trattato di un “giorno storico per l’India” e che l’approvazione di tali misure “allevierà la sofferenza di molti che hanno dovuto affrontare persecuzioni per anni”. “Sono contento che il # CAB2019 sia stato approvato nel #RajyaSabha. Gratitudine per tutti i parlamentari che hanno votato a favore del disegno di legge”, ha scritto Modi in un post su Twitter, in cui fa riferimento alla Camera Alta del Parlamento indiano. 

Il disegno di legge, che modifica la normativa del 1955, avrebbe l’intento, secondo Nuova Delhi, di supportare le minoranze “perseguitate” come quella degli indù, dei sikh, dei buddisti, giainisti, parsi e cristiani. I partiti di opposizione affermano che il disegno di legge è discriminatorio in quanto esclude i musulmani da un privilegio che invece viene concesso agli altri individui, sulla sola base della differenza religiosa. Prendere una tale decisione in una Nazione ufficialmente laica e formata da 1,3 miliardi di persone è inaccettabile, secondo i critici. Questi suggeriscono che tale mossa faccia parte di un’agenda concentrata sul suprematismo indù promossa dal governo di Modi e del “Il Partito del Popolo Indiano” (BJP). Sanjay Jha, portavoce del principale partito dell’opposizione, ha affermato che la legge è “parte di una più profonda strategia politica del BJP per polarizzare l’India”. “L’idea del BJP è di mantenere l’India in ebollizione permanente, aumentando la temperatura in vista delle elezioni”, ha aggiunto.

Una Commissione federale degli Stati Uniti, che si occupa di questioni religiose, aveva esortato Washington, il 10 dicembre, a valutare eventuali sanzioni contro il ministro degli interni indiano, Amit Shah, se la Nazione avesse dovuto adottare la legge sulla cittadinanza. Shah è uno stretto collaboratore del premier Modi e supporta fortemente tale misura. La Commissione per la libertà religiosa internazionale degli Stati Uniti aveva dichiarato: “Se la legge passa in entrambe le Camere del Parlamento, il governo degli Stati Uniti dovrebbe prendere in considerazione sanzioni contro il ministro degli Interni e altri dirigenti”. Il panel USA è un organo bipartisan che formula raccomandazioni di politica estera per il governo degli Stati Uniti. Da parte sua, il Ministero degli Esteri indiano ha definito inaccurata la valutazione della Commissione degli Stati Uniti, affermando che il disegno di legge vuole aiutare le minoranze religiose perseguitate. “La misura cerca di affrontare le attuali difficoltà di queste persone e di soddisfare i loro diritti umani fondamentali”, ha dichiarato il portavoce del ministero, Raveesh Kumar. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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