Repubblica Ceca: sparatoria in ospedale, 6 morti

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 16:30 in Europa Repubblica Ceca

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Un uomo armato ha fatto irruzione nella sala d’attesa dell’ospedale di Ostrava, nel Nord della Repubblica Ceca, e ha sparato contro 8 persone, uccidendone 6, di cui 4 uomini e 2 donne.

È quanto accaduto martedì 10 dicembre intorno alle 7:00 del mattino, data che, secondo quanto rivelato da Al Jazeera English, è stata segnata dalla peggiore sparatoria avvenuta in Repubblica Ceca dal 2015. Dopo aver fatto irruzione, riporta il quotidiano, l’uomo si è suicidato con un colpo di pistola alla testa ed è stato ritrovato morto all’interno di un’auto ricercata dalla polizia. Nel frattempo, l’ospedale era stato evacuato e nell’intero Paese erano state innalzate le misure di sicurezza.

Da parte sua, il ministro dell’Interno, riporta The Associated Press, Jan Hamacek, ha rivelato che la polizia indagherà sul motivo dell’attacco, ma che in ogni caso il Paese non si trova al momento in pericolo.

L’indiziato, stando alle rivelazioni della polizia, risulta essere un uomo di 42 anni in possesso di una pistola da 9 millimetri di manifattura ceca e detenuta illegalmente. Stando alle rivelazioni del premier ceco, Andrej Babis, l’uomo aveva sparato contro le sue vittime da una breve distanza, ma rimane ignoto il motivo dell’attacco, il quale, secondo quanto commentato dal primo ministro di Praga, è insolito per la Repubblica Ceca.

A tale riguardo, Al Jazeera English conferma la rarità delle sparatorie in Repubblica Ceca. L’ultima era avvenuta nel febbraio 2015, quando un uomo aveva ucciso 8 persone in un ristorante di Uherske Brod, nel Sud-Est del Paese, prima di togliersi la vita.

A seguito della sparatoria del 2015, la classe politica populista della Repubblica Ceca aveva chiesto all’UE con maggiore insistenza di eliminare le restrizioni sul possesso di armi ad uso personale. Eppure, stando a quanto si apprende, la Corte europea di Giustizia aveva fatto decadere la richiesta proprio nei primi giorni di dicembre 2019.

In merito alle sparatorie nel Paese, il direttore dell’intelligence militare della Repubblica Ceca, Andro Sandor, ha dichiarato che fino ad ora Praga credeva di essere ben lontana dalle sparatorie che avvengono negli Stati Uniti, convinzione ormai smentita. Ciò nonostante, ha rassicurato Sandor, la Repubblica Ceca risulta essere tra i 10 Paesi più sicuri al mondo, motivo per cui è difficile prevedere che simili incidenti diventino frequenti in futuro.

Intanto, come in seguito alla sparatoria del 2015, la classe politica populista ha colto l’occasione per chiedere nuovamente maggiori concessioni in merito al possesso di armi ad uso personale. Nello specifico, Radek Koten, del partito di estrema destra Libertà e Democrazia (SPD), ha dichiarato di credere che se nella sala d’attesa vi fosse stato un uomo armato, l’assassino non avrebbe ucciso 6 persone.

In risposta, Sandor ha dichiarato di ritenere falso che i cittadini della Repubblica Ceca abbiano bisogno di pistole semiautomatiche per difendersi.

Il Washington Post informa che la Repubblica Ceca possiede una delle legislazioni più permissive d’Europa in merito al possesso di armi. Nello specifico, riporta il quotidiano, chiunque sia in possesso di una licenza può ottenere legalmente un’arma, la quale, se richiesto, può anche essere legalmente portata con sé dal proprietario per autodifesa.

La Repubblica Ceca è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2019, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Repubblica Ceca ha registrato un indice di 0.866, rientrando tra gli Stati meno colpiti dal terrorismo.

Internamente, ad occuparsi della sicurezza del Paese è il Servizio di intelligence del Paese, in ceco Bezpečnostní informační služba (BIS), il quale si occupa di raccogliere e analizzare informazioni sulle minacce contro la sicurezza nazionale del Paese. Secondo l’ultimo report ufficiale della BIS, nel 2018 non è stata registrata alcuna minaccia diretta di attacchi terroristici nel Paese. Il numero di foreign fighters identificati che hanno lasciato la Repubblica Ceca per unirsi all’ISIS in Siria o in Iraq ammonta, secondo le ultime stime del 2017, a 11. Di questi, 2 sono di cittadinanza ceca.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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