Putin: squalifica della Russia per doping è decisione politica

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 12:44 in Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La decisione dell’agenzia mondiale anti-doping WADA di sanzionare la Russia e di escluderla da tutte le competizioni internazionali per un periodo di quattro anni ha motivazioni politiche, secondo quanto ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.

Data la natura collettiva delle sanzioni contro la Russia approvate dall’autorità mondiale antidoping il 9 dicembre, “ci sono tutti i motivi per ritenere che non si basino su aspirazioni per garantire che lo sport mondiale sia pulito ma su ragioni politiche che non hanno nulla a che fare con gli interessi dello sport e del movimento olimpico” – ha detto Putin rispondendo a una domanda in materia in occasione della conferenza stampa finale del vertice del Quartetto Normandia a Parigi.

Alla fine di novembre, il Comitato di revisione e conformità della WADA ha pubblicato un rapporto delle sue indagini in cui sottolinea la natura incompleta e inaffidabile dei dati del laboratorio antidoping di Mosca, quindi ha raccomandato al Comitato esecutivo dell’agenzia di squalificare la Russia dalle competizioni internazionali per quattro anni.

Di conseguenza, il 9 dicembre WADA ha deciso di supportare le raccomandazioni del Comitato di revisione e conformità e ha tolto alla Russia  il diritto di organizzare grandi tornei internazionali per quattro anni e presentare candidature per la celebrazione di eventi sportivi internazionali nel paese, ma ha permesso agli atleti russi “puliti”, cioè non coinvolti in scandali di doping né analizzati nei laboratori sospetti, di partecipare nelle competizioni a titolo individuale, cioè senza bandiera nazionale e senza inno. Se un atleta russo salisse sul podio di una competizione internazionale sul pennone si isserebbe la bandiera con i cinque cerchi, se vincesse, suonerebbe l’inno olimpico.

Alla domanda se la Russia farà appello contro la decisione del WADA al Tribunale dello Sport, Putin ha risposto: “Dobbiamo prima analizzare” il rapporto dell’agenzia antidoping.

Tuttavia, il leader del Cremlino ha affermato che “non essendoci lamentele riguardo al Comitato Olimpico Nazionale russo, il Paese ha il diritto di difendere i colori della sua bandiera nelle competizioni, così afferma la Carta Olimpica, quindi a questo riguardo la decisione del WADA contraddice la Carta olimpica e abbiamo tutte le ragioni per andare in tribunale”.

Putin ha anche sottolineato che le punizioni da norma “non devono essere collettive o colpire le persone che non hanno nulla a che fare con le violazioni”, qualcosa su cui “anche gli specialisti della WADA devono essere chiari”. La decisione di non punire singoli individui ma l’intero movimento sportivo russo è la principale prova, a dire di Putin, che la decisione della WADA è una mossa politica anti-russa.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.