Le due accuse per l’impeachment contro Trump

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 16:34 in USA e Canada

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Il 10 dicembre, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha svelato i due articoli per l’impeachment contro il presidente USA, Donald Trump: il primo è per abuso di potere e il secondo per ostruzione del Congresso. 

La portavoce della Camera, Nancy Pelosi, affiancata dai presidenti delle Commissioni per l’impeachment, ha dichiarato che stavano portando avanti un “atto solenne”. Trump “si considera al di sopra della legge”, ha affermato il presidente del Comitato Giudiziario, Jerrold Nadler. “Dobbiamo essere chiari, nessuno, nemmeno il presidente, è al di sopra della legge”, ha aggiunto. Adesso, si voterà sull’invio delle accuse formali. Gli articoli svelati il 10 dicembre sono basati solo sulla pressione di Trump sull’Ucraina. Nel redigere gli articoli, la Pelosi ha affrontato una sfida legale e politica nel cercare di bilanciare le opinioni della maggioranza mentre sottolineava le violazioni della Costituzione. L’impeachment è previsto solo in caso il presidente si macchi di “tradimento, corruzione o altri alti crimini e delitti”. Alcuni membri liberali del Congresso volevano accuse più ampie che comprendessero i risultati del report dell’ex consigliere speciale Robert Mueller sull’interferenza russa nelle elezioni del 2016. Tuttavia, i centristi democratici hanno preferito mantenere gli articoli sull’impeachment focalizzati sulle azioni di Trump nei confronti dell’Ucraina.

Nancy Pelosi aveva già dichiarato che l’abuso di potere da parte di Trump era palese. “I fatti sono incontestabili. Il presidente ha abusato del suo potere per il proprio vantaggio politico personale a spese della nostra sicurezza nazionale”, aveva affermato la Pelosi in una dichiarazione in diretta televisiva, il 5 dicembre. “Purtroppo, ma con fiducia e umiltà, con fedeltà verso i nostri Padri Fondatori e con i cuori pieni di amore per l’America, oggi chiedo di procedere con articoli per l’impeachment”, aveva continuato, riferendosi a Nadler. “Il presidente non ci lascia altra scelta”, aveva aggiunto. Tale discorso era stato pronunciato il giorno dopo che il Comitato Giudiziario aveva tenuto un’audizione in cui 3 esperti di diritto costituzionale, convocati dai democratici, avevano dichiarato che la condotta di Trump aveva violato la Costituzione. Un quarto esperto, interpellato dai repubblicani, aveva invece dichiarato che l’indagine sull’impeachment era stata frettolosa e imperfetta. Da parte sua, Trump, che ha negato qualsiasi illecito, ha definito l’indagine sull’impeachment una bufala. La referente dell’ufficio stampa della Casa Bianca, Stephanie Grisham, su Twitter ha scritto che la Pelosi e i democratici “dovrebbero vergognarsi”. Trump “non ha fatto altro che guidare il nostro Paese – con il risultato di un’economia in forte espansione, più posti di lavoro e un esercito più forte, per citare solo alcuni dei suoi principali successi. Non vediamo l’ora di vedere un processo equo al Senato”. Se le accuse formali di impeachment verranno confermate dalla Camera, si terrà un processo presso il Senato, che invece è caratterizzato da una maggioranza repubblicana. Al Senato è necessaria una maggioranza dei 2/3 per condannare Trump e rimuoverlo dall’incarico. 

L’iter verso l’impeachment è stato avviato a seguito delle rivelazioni riguardanti una telefonata, effettuata il 25 luglio, e alcuni scambi tra i presidenti dei due Paesi. La richiesta di indagare su Biden è dovuta al fatto che il figlio del politico ha lavorato e vissuto in Ucraina. Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden, il figlio di Joe Biden, è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso delle indagini, non era emersa alcuna prova contro Hunter Biden, ma le ricerche contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega di aver effettuato pressioni su Zelenskiy per indagare sul figlio del suo rivale politico. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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