India: manifestazioni e possibili sanzioni contro le misure sulla cittadinanza

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 12:47 in India USA e Canada

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Centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro il controverso disegno di legge del governo del premier indiano, Narendra Modi, che offrirebbe la cittadinanza alle minoranze non musulmane di 3 Paesi vicini. Gli USA valutano l’ipotesi di imporre sanzioni contro Nuova Delhi.  

La Camera bassa del Parlamento indiano ha approvato, il 9 dicembre, un emendamento alla legge sulla cittadinanza che renderà possibile alle minoranze religiose di Bangladesh, Afghanistan e Pakistan di diventare cittadini indiani. Il disegno di legge, che modifica la precedente normativa del 1955, avrebbe l’intento, secondo Nuova Delhi, di supportare le minoranze “perseguitate” come quella degli indù, dei sikh, dei buddisti, giainisti, parsi e cristiani. Tuttavia, l’emendamento esclude i musulmani da tale privilegio. L’approvazione della misura è stata effettuata con 311 voti a favore e 80 contrari, ma il disegno deve passare anche alla Camera alta, dove il partito nazionalista indù al potere, il Bharatiya Janata Party (BJP), non ha la maggioranza.

I partiti di opposizione affermano che il disegno di legge è discriminatorio in quanto esclude i musulmani da un privilegio che invece viene concesso agli altri individui, sulla sola base della differenza religiosa. Prendere una tale decisione in una nazione ufficialmente laica e formata da 1,3 miliardi di persone è inaccettabile, secondo i critici. Questi, sottolineano, che i musulmani formano quasi il 15% della popolazione. Secondo Nuova Delhi, tale mossa fa parte di un’agenda suprematista indù promossa dal governo di Modi. Sanjay Jha, portavoce del principale partito dell’opposizione, ha affermato che la misura è “parte di una più profonda strategia politica del BJP per polarizzare l’India”. “L’idea del BJP è di mantenere l’India in ebollizione permanente, aumentando la temperatura in vista delle elezioni”, ha aggiunto.

Una Commissione federale degli Stati Uniti, che si occupa di questioni religiose, ha esortato Washington a valutare eventuali sanzioni contro il ministro degli interni indiano, Amit Shah, se la Nazione dovesse adottare la legge sulla cittadinanza. Shah è uno stretto collaboratore del premier Modi e supporta fortemente tale misura, che rischia di violare la Costituzione dell’India, che garantisce l’uguaglianza di fronte alla legge per tutte le confessioni religiose. La Commissione per la libertà religiosa internazionale degli Stati Uniti ha dichiarato: “Se la legge passa in entrambe le Camere del Parlamento, il governo degli Stati Uniti dovrebbe prendere in considerazione sanzioni contro il ministro degli Interni e altri dirigenti”. Il panel USA è un organo bipartisan che formula raccomandazioni di politica estera per il governo degli Stati Uniti. Da parte sua, il Ministero degli Esteri indiano ha definito inaccurata la valutazione della Commissione degli Stati Uniti, affermando che il disegno di legge vuole aiutare le minoranze religiose perseguitate. “La misura cerca di affrontare le attuali difficoltà di queste persone e di soddisfare i loro diritti umani fondamentali”, ha dichiarato il portavoce del ministero, Raveesh Kumar. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

 

 

di Redazione

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