Droga: in manette reti di spaccio italo-albanesi

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 19:30 in Albania Italia

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La Guardia di Finanza e i Carabinieri italiani, in collaborazione con la Polizia dell’Albania, hanno condotto una serie di operazioni ai danni di oltre 50 trafficanti di droga italiani e albanesi, sequestrando oltre 350 chili di stupefacenti.

Nello specifico, le operazioni condotte dalle autorità italiane sono state tre. La prima ha fatto capo al Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) di Bergamo, il quale, lunedì 9 dicembre, ha emesso una serie di mandati di arresto ai danni di una rete internazionale criminale italo-albanese dedita al traffico di stupefacenti.

È quanto rivelato dal Ministero della Giustizia, il quale ha altresì reso noto che le indagini, avviate dalla procura di Bergamo nel 2017, hanno portato all’arresto di 15 corrieri, attivi nelle province di Bergamo, Parma e Brescia.

I corrieri, rivela il Ministero, sono stati individuati anche grazie alla collaborazione della polizia criminale albanese, la quale, lunedì 9 dicembre, ha arrestato sul proprio territorio 3 criminali coinvolti nel traffico di droga.

Al termine dell’operazione, secondo quanto si apprende, sono stati sequestrati 24 chilogrammi di cocaina e 300 mila euro. Tuttavia, secondo le stime, il giro di affari della rete internazionale ha trafficato circa 100 chili di sostanza stupefacente, ricavando una somma compresa tra i 6 e i 7 milioni di euro in 18 mesi.

Nella stessa giornata, la Guardia di Finanza di Brindisi ha effettuato un secondo maxi-sequestro di droga, questa volta nel corso di una ordinaria attività di pattugliamento marittimo.

Nello specifico, nel corso delle proprie ordinarie attività, una unità navale della Guardia di Finanza ha intercettato e fermato una imbarcazione sospetta, nel cui vano sotto la plancia di comando i militari hanno rinvenuto 310 chilogrammi di marijuana e 24 di hashish. Secondo le stime, il carico aveva un valore commerciali di quasi 4 milioni di euro.

L’imbarcazione proveniva dall’Albania, Paese di origine dello scafista, successivamente arrestato dalle autorità per detenzione e traffico di stupefacenti.

L’operazione, secondo quanto si apprende dalla Guardia di Finanza, è stata realizzata in collaborazione con gli assetti Frontex, l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, e le autorità di Polizia albanesi. Queste ultime, in particolare, risultano in particolare sinergia con il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di Durazzo, il quale risulta principalmente impegnato nel contrasto alle reti italo-albanesi di traffico internazionale di stupefacenti.

Il giorno successivo, il 10 dicembre, la Guardia di Finanza di Venezia ha eseguito altri 32 provvedimenti restrittivi per traffico internazionale di stupefacenti. Tali provvedimenti sono stati emessi ai danni di una organizzazione gestita da criminali italiani e albanesi, i quali agivano da Marghera.

Tale organizzazione importava la droga dall’Olanda, per poi venderla nel Nord Italia, principalmente a Venezia, Padova, Vicenza, Treviso, Milano, Bergamo, Brescia, Pavia e Bolzano.

In totale, le indagini hanno portato all’accusa di 45 membri dell’organizzazione criminale, alla quale sono stati sequestrati 117 mila euro in contanti e 20 chilogrammi di droga. Tuttavia, gli inquirenti hanno stimato che la rete individuata è stata responsabile anche del traffico di ulteriori 50 chilogrammi di stupefacenti.

L’Albania, sostiene il Daily Mail, era un tempo nota per essere un crocevia del traffico di marijuana, ma stando alle ultime investigazioni, il Paese è ora maggiormente coinvolto nel traffico di eroina e cocaina, le quali sono destinate ai Paesi dell’Europa occidentale.

Per quanto riguarda l’Italia, la relazione del 2019 della Direzione Antidroga del Ministero dell’Interno facente riferimento ai dati dell’anno precedente rivela che nel 2018 Roma ha sequestrato volumi di stupefacenti per un ammontare complessivo che si è rivelato il più alto dal 1985 ad oggi, con la sola eccezione del 2014. Nello specifico, risultano in crescita gli scambi di eroina e droghe sintetiche, oltre che di piante di cannabis e di hashish. In diminuzione, invece, sono stati i sequestri di cocaina e marijuana. In particolare, per quanto riguarda l’eroina, il Ministero dell’Interno rivela che nel 2018 è stato effettuato un sequestro record di 268 chilogrammi di tale sostanza, occultata in un container giunto nel Porto di Genova.

In calo, secondo i dati diffusi dal Ministero, anche i sequestri effettuati a partire dal 2017 nei pressi della rotta dell’Adriatico. In tale anno, e più nello specifico nel mese di novembre, il ministro dell’Interno albanese, Fatmir Xhafaj, aveva incontrato il suo omologo italiano, Marco Minniti, in occasione della conferenza bilaterale sulla lotta al narcotraffico in Albania. Nel corso della sua visita in Albania, Minniti aveva firmato un accordo per rafforzare la cooperazione con il ministro albanese sui temi del terrorismo, del traffico di esseri umani e di stupefacenti. Secondo quanto reso noto, uno dei principali obiettivi di Xhafaj era l’abolizione della coltura della cannabis nel Paese. In tale ambito, l’Albania riceve l’aiuto della Guardia di Finanza italiana che effettua sorvoli sul suolo albanese per individuare le piantagioni di marijuana.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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