Consiglio Affari Esteri dell’UE: al centro le relazioni Europa-Africa

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 18:04 in Africa Europa

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I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno concluso il loro incontro formale a Bruxelles, lunedì 9 dicembre, dove hanno discusso delle relazioni Europa-Africa e della situazione dei diritti umani nel mondo. Il meeting, avvenuto in seno al Consiglio Affari Esteri, è stato presieduto dal nuovo Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, che ha sostituito l’italiana Federica Mogherini.

Al termine della riunione, il Consiglio ha pubblicato un comunicato in cui vengono chiarite le principali questioni affrontate. Come risulta dal documento, il tema delle relazioni UE-Africa è stato centrale perché anticipa le future riunioni ministeriali e di vertice del prossimo anno tra Unione Europea e Unione Africana. La discussione ha inoltre alimentato il dibattito su una nuova strategia globale da adottare per affrontare al meglio le sfide del continente africano. In particolare, i ministri hanno sottolineato che il 2020 sarà un anno chiave e che i prossimi incontri rappresenteranno una pietra miliare nella modernizzazione e nel rafforzamento dei rapporti con l’Africa. Il Consiglio ha tentato di affrontare tutti gli aspetti politici, economici, securitari e demografici della relazione tra blocco europeo e africano e ha altresì toccato importanti questioni trasversali come il cambiamento climatico e la digitalizzazione.  

A tale riguardo, il capo della politica estera europea Josep Borrell ha dichiarato: “Una cosa è chiara, non possiamo avere una strategia per l’Africa senza l’Africa. Questo deve essere qualcosa che risponde alla responsabilità degli europei, principalmente con gli africani. Dobbiamo metterci in contatto con i nostri partner africani e io stesso ho chiesto ai ministri degli Esteri di impegnarsi pienamente in questo”.

Per quanto concerne le misure intraprese nei confronti dei singoli Paesi, il Consiglio ha rilasciato una serie di conclusioni esemplificative del suo coinvolgimento nelle principali questioni del continente. In Repubblica Centrafricana, l’UE ha istituito una missione civile di natura consultiva nell’ambito della Politica di Sicurezza e di Difesa comune dell’Unione. La missione sarà avviata dal Consiglio entro la primavera del 2020 e un nucleo avanzato effettuerà i preparativi necessari per consentire alla missione di raggiungere la sua capacità operativa iniziale. Il suo scopo è quello di sostenere la riforma delle forze di sicurezza interna fornendo consulenza a livello strategico alle autorità della Repubblica Centrafricana.

In Sudan, il Consiglio ha adottato una serie di conclusioni che riconoscono l’opportunità storica della transizione politica in atto nel Paese. In tal senso, l’UE ha ribadito il suo impegno ad accompagnare il Sudan nel suo percorso di stabilizzazione economica e nell’introduzione di riforme politiche, economiche e sociali che includano tutte le componenti della società civile.

Infine, il Consiglio ha adottato anche conclusioni sulla Repubblica Democratica del Congo offrendo il suo sostegno al programma di riforma del governo sulla base di impegni reciproci. Pur affermando di voler continuare ad essere un partner strategico e un interlocutore chiave di Kinshasa, il Consiglio europeo ha stabilito di mantenere misure restrittive individuali nei confronti di diverse personalità della Repubblica Democratica del Congo. Le sanzioni sono state adottate in risposta all’ostruzione del processo elettorale e alle violazioni dei diritti umani. Tuttavia, si legge nel comunicato, il Consiglio promette di riesaminare ulteriormente le misure restrittive alla luce dell’evoluzione della situazione e di tenersi pronto ad adeguarle di conseguenza.

Per quanto riguarda invece il discorso sulla promozione e sulla protezione dei diritti umani, i ministri degli Affari Esteri hanno valutato il lavoro dell’UE, gli strumenti a sua disposizione e le relative priorità dei prossimi mesi. Il Consiglio ha dunque riflettuto su come migliorare la “cassetta” dei diritti umani in Europa e l’Alto rappresentante ha annunciato il lancio di lavori preparatori su un possibile regime di “sanzioni orizzontali” contro le violazioni. I ministri si sono infine concentrati sulle restrizioni di spazio per la società civile e sulle repressioni dei diritti umani in diverse parti del mondo. In tale contesto, è stato promosso il nuovo Piano d’Azione per i diritti umani e la democrazia (2020-2024), che servirà a definire le priorità e le ambizioni dell’UE per i prossimi 5 anni.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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