Boris Johnson: “Possiamo strappare il libro delle regole dell’UE”

Pubblicato il 10 dicembre 2019 alle 17:55 in Europa UK

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Il primo ministro inglese, Boris Johnson, ha chiesto agli elettori di riconfermarlo al governo così che la Gran Bretagna possa “strappare il libro delle regole dell’UE e scriverne uno nuovo”. 

A due giorni dalle elezioni, che si terranno giovedì 12 dicembre, Johnson sta portando a termine un tour delle aree tradizionalmente a maggioranza laburista, ribadendo il suo desiderio di “portare finalmente a termine la Brexit”. “Se ci liberiamo, c’è un futuro luminoso che ci aspetta con tutte le opportunità della Brexit”, ha dichiarato durante un evento nello Staffordshire, nell’Inghilterra centrale. “Possiamo letteralmente strappare il libro delle regole dell’UE e scriverne uno nuovo per noi stessi”, ha dichiarato. “Possiamo fare tutto questo e molto di più se riconquistiamo la nostra indipendenza – dobbiamo solo votare per questo, ancora una volta, questo giovedì”, ha aggiunto. Il partito laburista, invece, sostiene che la Brexit verrà “risolta” tra sei mesi e il suo leader, Jeremy Corbyn, sta concentrando la propria campagna elettorale su politiche di supporto sociale, tra cui l’aumento delle spese per l’assistenza sanitaria e l’istruzione. 

Con l’attuale tour, la squadra di Johnson spera di rompere la presa del partito di opposizione sugli elettori dell’Inghilterra settentrionale e centrale, il cosiddetto “muro rosso” del Paese. Il messaggio conservatore è un semplice appello agli elettori di sinistra che hanno sostenuto la Brexit: solo Johnson la porterà a termine. “La situazione di stallo in parlamento ha trattenuto questo Paese per troppo tempo”, ha dichiarato Johnson. “È il momento di inviare i bulldozer e sfondare la parata”, ha aggiunto. Corbyn, con un approccio più moderato, ha promesso ai suoi elettori di rinegoziare l’accordo raggiunto con Bruxelles sull’uscita dall’UE, su cui Corbyn ha promesso un nuovo Referendum, il quale includerà una opzione per rimanere nell’UE. In secondo luogo, il leader dei Laburisti ha promesso di nazionalizzare alcune industrie e di alzare le tasse per le società e i cittadini più abbienti, i quali rappresentano il 5% della popolazione britannica.

La terza candidata alle elezioni britanniche è Jo Swinson, che rappresenta i Liberal-Democratici. L’agenda politica di Swinson prevede in primo luogo l’abbandono totale della Brexit. In aggiunta, la rappresentante dei liberal-democratici ha promesso di aggiungere un penny, ovvero un centesimo, alle imposte sul reddito. Tale penny verrà devoluto interamente alla spesa socio-sanitaria. Infine, Swinson ha promesso di investire 20 miliardi di sterline, ovvero circa 26 miliardi di dollari, per ciascun anno del proprio mandato, sulle misure di contrasto al cambiamento climatico. Al momento, i sondaggi vedono Johnson in testa, ma alcuni analisti sostengono che i laburisti stiano recuperando terreno e, con così tanti britannici ancora indecisi, il risultato è difficile da prevedere. Nello specifico, si ipotizza che il 43% dei voti degli elettori vadano al partito di Johnson, circa il 10% in più del suo principale sfidante, Jeremy Corbyn. Con il 43% delle preferenze degli elettori, i Conservatori otterrebbero 359 posti in Parlamento, ben 33 in più della soglia necessaria per la maggioranza assoluta. I liberal-democratici, invece, si classificano terzi nei sondaggi, con il 14% delle preferenze e 13 posti in Parlamento.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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