Il Regno Unito va ad elezioni: cosa aspettarsi dal voto di giovedì

Pubblicato il 9 dicembre 2019 alle 16:30 in Europa UK

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Il Regno Unito andrà al voto, giovedì 12 dicembre, nel tentativo di porre fine allo stallo politico causato dalla Brexit.

In linea con ciò, il tema al centro della campagna elettorale portata avanti dai due principali sfidanti, ovvero il premier in carica, Boris Johnson, e il leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, è stato il modo in cui uscire da tale stallo politico e il proprio approccio nei confronti della Brexit.

Quest’ultima, in particolare, è stata la tematica più ricorrente del dibattito politico che ha animato la campagna elettorale, insieme a temi più canonici quali il peggioramento dell’economia e del sistema sanitario e sociale, il cambiamento climatico e il rispetto dello stato di diritto.

Tali temi sono stati ampiamente affrontati dai 3 principali candidati alle parlamentari inglesi.

Il primo, Boris Johnson, leader del Partito Conservatore, ha incentrato la propria campagna elettorale sulla promessa di uscire dall’Unione Europea entro il 31 gennaio, sulla base dell’ultimo accordo da lui stesso raggiunto con Bruxelles. Tale promessa è stata accompagnata dall’impegno a non innalzare le tasse sul reddito, né le spese per l’assicurazione pubblica e neanche l’IVA. Infine, il leader del Partito Conservatore ha proposto l’introduzione di una politica migratoria la quale valuta l’ingresso di migranti nel Paese in base a un sistema di attribuzione di punti.

Il secondo candidato, Jeremy Corbyn, leader del Partito Laburista, ha promesso ai suoi elettori di rinegoziare l’accordo raggiunto con Bruxelles sull’uscita dall’UE, su cui Corbyn ha promesso un nuovo Referendum, il quale includerà una opzione per rimanere nell’UE. In secondo luogo, il leader dei Laburisti ha promesso di nazionalizzare alcune industrie e di alzare le tasse sulle società e sui cittadini più abbienti, i quali rientrano nel 5% della popolazione britannica.

La terza candidata al posto di primo ministro è Jo Swinson, la quale rappresenta i Liberal-Democratici. L’agenda politica di Swinson prevede in primo luogo l’abbandono totale della Brexit, la quale verrà fermata. In aggiunta, la rappresentante dei liberaldemocratici ha promesso di aggiungere un penny, ovvero un centesimo, alle imposte sul reddito. Tale penny verrà devoluto interamente alla spesa socio-sanitaria del governo. Infine, Swinson ha promesso di investire 20 miliardi di sterline, ovvero circa 26 miliardi di dollari, per ciascun anno del proprio mandato, sulle misure di contrasto al cambiamento climatico.

Stando ai risultati dei più recenti sondaggi, al momento risulta essere in testa il partito Conservatore, guidato dall’attuale premier, il quale sembra sia in grado di raggiungere la maggioranza in Parlamento. Nello specifico, i sondaggi attribuiscono il 43% dei voti degli elettori al partito di Johnson, circa il 10% in più del suo principale sfidante, Jeremy Corbyn. Con il 43% delle preferenze degli elettori, i Conservatori otterrebbero 359 posti in Parlamento, ben 33 in più della soglia necessaria per la maggioranza assoluta. I liberal-democratici, invece, si classificano terzi nei sondaggi, con il 14% delle preferenze e 13 posti in Parlamento.

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera English, i votanti delle 650 circoscrizioni del Regno Unito eleggeranno direttamente, grazie al sistema uninominale secco, un membro della Camera dei Comuni. Per ottenere un posto in Parlamento, i candidati dovranno semplicemente ottenere più voti dei loro sfidanti. Per i partiti, invece, è necessaria l’elezione di almeno 326 parlamentari per avere la maggioranza nella Camera. Se nessun partito riesce ad ottenere l’elezione di 326 candidati, il Parlamento non avrà la maggioranza e il partito con il maggior numero di voti potrà formare una coalizione, un governo di minoranza, o cercare il sostegno di partiti minori.

Le urne si apriranno alle 7 del mattino del 12 dicembre, per poi chiudersi alle ore 22:00, quando avrà inizio lo spoglio elettorale. I risultati, salvo imprevisti, potranno essere annunciati nella mattinata di venerdì 13 dicembre.

Le elezioni generali del 12 dicembre erano state ufficializzate da Westminster, lo scorso 29 ottobre, quando i parlamentari inglesi avevano votato a favore di una nuova tornata di elezioni generali. La decisione, giunta al quarto voto in Parlamento, era arrivata con 438 voti a favore e solo 20 contrari. Ad aver cambiato le sorti era stata la dichiarazione del leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, inizialmente fortemente contrario alle elezioni, il quale aveva annunciato, martedì 29 settembre, che il partito laburista avrebbe sostenuto le elezioni in quanto “occasione unica per trasformare il Paese”. Anche la leader liberaldemocratica, Jo Swinson, aveva dichiarato che le elezioni potranno essere “l’occasione migliore per eleggere un governo in grado di fermare la Brexit”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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