La strategia dell’Italia nel Mediterraneo spiegata da Conte e Di Maio

Pubblicato il 9 dicembre 2019 alle 19:30 in Africa Italia

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Il premier italiano, Giuseppe Conte, e il suo ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, hanno rivelato i dettagli della strategia dell’Italia nel Mediterraneo.

È quanto avvenuto sabato 7 dicembre, in occasione della giornata conclusiva del MED – Mediterranean Dialogues, ciclo di incontri sul Mediterraneo tenutosi a Roma la scorsa settimana e che ha visto la partecipazione delle più alte cariche degli Stati del bacino del Mediterraneo e non solo.

Nel suo intervento conclusivo, Di Maio ha sottolineato come tali incontri abbiano favorito una maggiore comprensione e interazione tra i Paesi coinvolti, tutti appartenenti, o comunque attivi, nel Mediterraneo allargato, area di interesse strategico per l’Italia e definita “paradosso geo-politico” da Conte.

In primo luogo, Di Maio ha riepilogato la strategia italiana nei confronti delle crisi in Siria, Libia e Yemen. In tutti e tre, ha dichiarato Di Maio, l’Italia condivide gli sforzi politici attuati sotto l’egida dell’ONU, non essendo concepibile una soluzione militare, sebbene, come sottolineato da Conte, i tre Paesi siano caratterizzati dalla presenza di conflitti per procura.

Sulla Libia, in particolare, Di Maio ha annunciato di aver presieduto, venerdì 6 dicembre, una riunione ministeriale degli Stati vicini al Paese nordafricano. Tale vertice, ha annunciato Di Maio, è stato preparatorio della Conferenza di Berlino, la cui data ancora non è nota, nella quale l’Italia intende coinvolgere i Paesi vicini. Sulla questione libica, inoltre, Roma ha richiesto la fine delle interferenze esterne e del sostegno economico e militare alle parti coinvolte nel conflitto. La guerra in Libia, inoltre, secondo quanto evidenziato da Conte, ha ripercussioni anche internazionali, tra cui l’aumento della minaccia terroristica, la crisi umanitaria, l’aumento dei flussi migratori, dei traffici illeciti e l’instabilità energetica.

La crisi libica, inoltre, secondo quanto dichiarato da Di Maio, risulta fortemente interconnessa con la situazione nel Sahel, fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a Ovest e il Mar Rosso a Est. A tale riguardo, Di Maio ha annunciato di aver intenzione di convocare un nuovo vertice con i Paesi della regione.

In Siria, ha dichiarato Conte, la situazione è ancora lontana dalla sua risoluzione, in virtù della prosecuzione degli attacchi nella regione di Idlib. Tuttavia, il premier ha ricordato l’importanza dell’avvio dei lavori del Comitato Costituzionale.

Sulla questione in Yemen, invece, Conte ha annunciato l’emersione di “primi segnali timidi” per l’avvio della ricerca di un compromesso politico, il quale aiuterebbe a placare anche le tensioni nel Golfo.

In aggiunta, Di Maio ha affrontato il tema della questione palestinese, in merito alla quale l’Italia, ha rivelato il suo ministro degli Esteri, sostiene una soluzione a due Stati. Tuttavia, Conte ha riconosciuto il deterioramento del clima di fiducia tra le due parti, il quale desta preoccupazione per la risoluzione della crisi.

Anche il tema della sicurezza nel Golfo è stato menzionato nel corso del discorso conclusivo di Di Maio. Nello specifico, tale area, considerata strategica per via della presenza di interessi commerciali ed energetici, rimane caratterizzata dalla preoccupazione in merito al programma missilistico portato avanti da Teheran. L’Iran, però, ha dichiarato Di Maio, deve essere incluso in una politica di coinvolgimento costruttivo. Parallelamente, l’Italia, secondo quanto dichiarato da Di Maio, ritiene necessaria la ripresa del dialogo nel Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Il Mediterraneo, però, chiama in causa anche altri attori, presenti e attivi per stabilizzare la regione, tra cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea, quest’ultima chiamata a impegnarsi maggiormente sul fenomeno migratorio e a rafforzare i propri rapporti con i Paesi della regione, ma anche la Russia, per la quale Di Maio ha dichiarato di desiderare il ripristino di un clima di cooperazione tra Mosca e i Paesi occidentali. Anche l’Asia, ha sottolineato Di Maio, è presente nel Mediterraneo allargato. Ciò si evince dal ruolo della Cina, ma anche di altri attori come Giappone ed India.

Un trend di particolare importanza nell’area strategica del Mediterraneo allargato, inoltre, è, secondo Di Maio, l’energia. A tale riguardo, il ministro degli Esteri italiano ha insistito sulle scoperte di gas naturale nel Mediterraneo orientale, al centro di una disputa tra Cipro, Grecia e Turchia, per la cui risoluzione Di Maio ha richiesto l’elaborazione di un quadro di cooperazione regionale.

A livello strategico, inoltre, l’Italia intende mantenere il proprio supporto alle autorità nazionali di Libano e Iraq, dove è presente il contingente italiano, ma intende anche rafforzare ulteriormente le proprie relazioni con Tunisia, Marocco e Algeria.

Nello specifico, Conte ha dichiarato che il primo passo in tal senso deve essere l’accompagnamento delle transizioni istituzionali, con sostegno allo sviluppo umano e sociale, nel rispetto delle prerogative nazionali.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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