Italia-Africa: disposti due nuovi finanziamenti per Niger ed Etiopia

Pubblicato il 9 dicembre 2019 alle 17:24 in Africa Immigrazione Italia

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Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha stanziato due nuovi finanziamenti nell’ambito dei progetti realizzati grazie ai contributi del Fondo Africa. Tali iniziative riguarderanno la gestione dei flussi migratori e il controllo sulla sicurezza in due Paesi di importanza prioritaria per la Farnesina, ovvero il Niger e l’Etiopia. Nell’anno 2019, il Fondo ha impegnato quasi 10 milioni di euro in Niger per attività legate all’assistenza dei migranti e dei rifugiati, nonché per aiutare le autorità locali nella lotta all’immigrazione irregolare fornendo assistenza tecnica ed esperienza. Il primo finanziamento, dunque, andrà al Niger, per un ammontare di 800.000 euro stanziati a favore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) e a supporto dei funzionari giudiziari impegnati nel contrasto al traffico illecito di esseri umani. La cooperazione in ambito giudiziario è centrale nelle relazioni tra Roma e Niamey. Il Niger, inoltre, è uno dei principali snodi migratori nelle rotte del Mediterraneo centrale.

Il secondo finanziamento, che ammonta a circa 642.000 euro, andrà invece all’Etiopia. In particolare, i soldi saranno destinati al Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Capitale (UNCFDF), al fine di rafforzare i servizi di microcredito o credito inclusivo a vantaggio delle comunità di rifugiati stanziate nelle regioni di Tigray, Somaliland e Addis Abeba. Nel caso dell’Etiopia, il Fondo Africa viene impegnato soprattutto nel finanziamento di progetti che sostengono le agenzie dell’ONU impegnate nell’accoglienza dei rifugiati. Secondo quanto si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano: “Questo nuovo progetto permetterà di migliorare l’autosufficienza economica e la capacità di risparmio dei rifugiati, in particolare donne, garantendo altresì un supporto ai cittadini etiopi volontariamente ritornati nel proprio Paese”.

Il 6 dicembre, a margine degli incontri sul MED che si sono tenuti a Roma la scorsa settimana, la viceministra italiana degli Affari Esteri, Emanuela Del Re, ha incontrato il ministro degli Affari Esteri del Niger, Kalla Ankourao. In tale occasione, la Del Re ha sottolineato che la stabilizzazione del Paese africano è di fondamentale importanza per l’Italia, soprattutto nell’ambito della politica estera e della cooperazione allo sviluppo. I temi toccati durante l’incontro sono stati vari, dal contrasto al terrorismo, al controllo dei flussi migratori irregolari, allo sviluppo economico e sociale del Paese dell’Africa centrale. Inoltre, in Niger, come ricordato dalla viceministra, è presenta una missione italiana di supporto, la MISIN. La collaborazione tra Roma e Niamey risulta dunque oltremodo indispensabile se si intendono garantire le migliori condizioni possibili al personale del contingente italiano. Secondo quanto si apprende dal sito del Ministero della Difesa: “Il governo ha autorizzato la “Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger, MISIN” (con area geografica di intervento allargata anche a Mauritania, Nigeria e Benin) al fine di incrementare le capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio da parte delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel”.

MED – Mediterranean Dialogues 2019 sono organizzati dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), in collaborazione con la Farnesina, e sono oggi alla loro quinta edizione. In occasione della prima giornata di incontri, l’ambasciatore Giampiero Massolo, che tra le altre cariche di rilievo è anche presidente dell’ISPI, ha sottolineato la necessità di dialogo tra gli attori del Mediterraneo. “Siamo impegnati anche quest’anno a cercare di offrire un’agenda positiva, nel tentativo di essere una piattaforma che consenta attraverso il dialogo di arrivare a riscoprire il multilateralismo dal basso”, ha affermato Massolo. Il Mediterraneo “è uno spazio di confronto di popolazioni e interessi locali, ma anche di interessi più vasti e soprattutto di un confronto tra le grandi potenze. Questo da un lato è sintomo di una rilevanza strategica della regione, dall’altro è sintomo che il Mediterraneo è un incubatore di crisi non concluse”, ha poi aggiunto l’ambasciatore. “Bisogna scoprire temi unificanti, che siano quelli del clima, della sicurezza cibernetica, delle infrastrutture, della cultura, intorno ai quali dal basso formare delle coalizioni di Paesi volenterosi che consentano di arrivare alle soluzioni. Il Med si propone proprio questo: di far incontrare persone, Stati, organizzazioni, aziende, per arrivare a definire un’agenda positiva per il Mediterraneo”, afferma Massolo. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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