Difesa nello spazio: l’Italia vuole esserci

Pubblicato il 9 dicembre 2019 alle 20:30 in Europa Italia

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Il ministro della Difesa dell’Italia, Lorenzo Guerini, ha rivelato la posizione del proprio governo nei confronti della Difesa nello spazio.

È quanto annunciato dal Ministero della Difesa, il quale ha rivelato i dettagli dell’intervento di chiusura dell’evento sulle sfide della sicurezza europea in materia di spazio, sicurezza e difesa organizzato dal Parlamento europeo.

L’Italia, a detta del suo ministro, intende giocare un ruolo ed estendere il proprio operato in tale nuovo dominio di guerra, lo spazio, il quale richiede un aggiornamento continuo delle dotazioni in possesso della Difesa e delle sue esigenze.

Tale scelta, ha dichiarato Guerini sul proprio profilo Twitter, risulta in linea con la storia dell’Italia, la quale, secondo il ministro, è caratterizzata dal ruolo da protagonista rivestito dal Paese nei più grandi programmi internazionali che si sono susseguiti.

Un ruolo consolidato nello spazio, tuttavia, è stato già assunto da Cina e Russia, entrambe, secondo gli Stati Uniti, attualmente in fase di sviluppo di armi antisatellite. Secondo quanto rivelato da un report dell’intelligence americana, sia i cinesi, sia i russi, saranno perfettamente in grado, entro 2 o 3 anni, di distruggere i satelliti americani attivi nello spazio. 

Tuttavia, già nel giugno 2014, Russia e Cina avevano presentato al Comitato ONU per il Disarmo un trattato congiunto finalizzato a prevenire lo spiegamento di armi nel cosmo e l’uso della forza, o la sua minaccia, contro “oggetti spaziali”. 

Più nel dettaglio, per quanto concerne la Cina, Pechino sta compiendo da tempo progressi costanti nella realizzazione dei piani di esplorazione dello spazio, nel contesto di quello che ha definito “il sogno spaziale cinese”. Nell’ottobre 2017, la Cina ha siglato con la Russia un accordo di collaborazione nell’ambito di missioni spaziali per il periodo 2018-2022. Parallelamente, entro il 2040, la Cina ha annunciato di avere intenzione di sviluppare uno shuttle aerospaziale a propulsione nucleare. Nel 2018, inoltre, Pechino aveva dichiarato di avere in progetto di lanciare razzi vettori nello spazio attraverso navi mercantili situate vicino all’equatore. 

La Russia, invece, già nel 2018 aveva denunciato i tentativi degli Stati Uniti di destabilizzare la sicurezza mondiale con i suoi piani di collocare armi nello spazio, nel perseguimento di una supremazia americana nel cosmo. Da parte sua, la Russia aveva sottolineato come le forze aerospaziali russe abbiano carattere puramente difensivo e che la Russia non sia affatto interessata a risolvere eventuali conflitti militari nel cosmo.

Tale dichiarazione, però, non è finora stata accettata dagli Stati Uniti, che più volte hanno accusato Mosca di creare laser militari nello spazio. Lo scorso 29 agosto, inoltre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva istituito una nuova Unità centrale del Pentagono interamente dedicata alla difesa nello spazio. 

In tale contesto, ovvero, come dichiarato dal Parlamento europeo, “in un mondo sempre più dominato da giganti quali Cina, Stati Uniti, Russia o India”, l’Europa intende affermarsi e giocare un ruolo nel settore della difesa aerospaziale.

Ciò trova una conferma nel percorso già intrapreso dagli Stati membri del blocco comunitario per spronare la cooperazione nel relativo settore.

Nello specifico, stando ai dati del Parlamento europeo, la Commissione ha proposto una spesa di circa 16 miliardi di euro nel bilancio dell’Unione per la voce riguardante la difesa e la sicurezza esterna per il periodo 2021-2017. Tale spesa rappresenta un aumento considerevole se paragonata alla cifra prevista nel bilancio per il periodo 2014-2020, ammontante a 2.8 miliardi di euro.

In aggiunta, rivela l’Europa, i programmi di ricerca per lo sviluppo di sistemi strategici di difesa e sicurezza nell’aerospazio potranno beneficiare dei fondi del programma “Orizzonte Europa” dove, si apprende, Bruxelles intende stanziare 120 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Per lo stesso periodo di tempo, inoltre, il Parlamento europeo ha approvato l’istituzione del Fondo Europeo per la Difesa, il quale potrà avere una dotazione finanziaria di ulteriori 13 miliardi di euro.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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