Algeria: finita la campagna elettorale, in attesa delle votazioni

Pubblicato il 9 dicembre 2019 alle 15:19 in Africa Algeria

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Dopo circa tre settimane, si è concluso, l’8 dicembre, il periodo di campagna elettorale in Algeria, in vista delle prossime elezioni presidenziali, previste per il 12 dicembre.

Tuttavia, da diverse parti è stata messa in dubbio la fiducia che i cittadini algerini presteranno ai candidati. Sin dall’indizione delle elezioni, il popolo ha contrastato tale decisione, in quanto i movimenti di mobilitazione e di opposizione, tra cui l’alleanza di “Alternativa Democratica”, considerano la mossa un tentativo di imporre un sistema ed un potere simile al precedente. Si pensa altresì che ciò potrebbe portare nuovamente a fenomeni di favoritismo in campo politico, vista l’assenza di garanzie convincenti, e all’ascesa di personalità legate ancora all’entourage dell’ex presidente, Abdelaziz Bouteflika.

I candidati alla presidenza che si affronteranno giovedì 12 sono cinque, nello specifico Azzedine Mihoubi, Abdelkader Bengrina, Abdelmadjid Tebboune, Ali Benflis e Abdelaziz Belaïd. Negli ultimi anni, i cinque candidati hanno tutti prestato sostegno a Bouteflika, assumendo altresì incarichi nel corso dei quattro mandati dell’ex presidente. Tutti hanno affermato di aver riscontrato diffidenza da parte dell’elettorato algerino nel corso della campagna delle ultime settimane, oltre ad aver incontrato ostacoli nel trasmettere i loro messaggi alla popolazione. Per tale motivo, risulta essere difficile fare pronostici su chi avrà maggiori probabilità di salire alla presidenza. Tale clima ha visto altresì la popolazione continuare a scendere in piazza, come accaduto il 6 dicembre per l’ennesimo venerdì di protesta.

È da circa nove mesi che l’Algeria è caratterizzata da un’atmosfera di mobilitazione politica e popolare. In particolare, la serie di moti popolari ha avuto inizio lo scorso 22 febbraio. Le richieste degli algerini includono soprattutto le dimissioni di tutti i “simboli” legati all’ex presidente e il rinnovo dell’élite politica al potere. Dopo le prime 6 settimane, il 2 aprile, il presidente in carica, Bouteflika, si è dimesso, mettendo fine a circa 20 anni di potere. Tuttavia, anche in seguito alla caduta dell’ex capo di Stato, le proteste sono continuate e i manifestanti si sono riuniti regolarmente nelle piazze per contestare la presa di potere da parte delle forze armate, capeggiate da Ahmed Gaid Salah, generale dell’esercito ritenuto vicino a Bouteflika.

Dal canto suo, Salah si è detto ottimista e, l’8 dicembre, ha affermato che il popolo algerino “combatterà per un’importante conquista nazionale” partecipando attivamente a delle elezioni che si svolgeranno in completa libertà e trasparenza. Anche precedentemente, il 3 dicembre, il generale aveva espresso il proprio sostegno alle elezioni presidenziali, considerandole  una mossa irreversibile, in quanto mirano a completare il cammino della rivoluzione condotta contro la colonizzazione francese.

Il 7 dicembre hanno avuto inizio le votazioni all’estero, presso le sedi delle missioni diplomatiche algerine. In Algeria, invece, secondo quanto previsto dalla legge, prima delle elezioni di giovedì 12, vi saranno tre giorni di silenzio elettorale, in cui sarà posto divieto a qualsiasi tipo di pubblicità. Il capo dell’Autorità elettorale nazionale indipendente, Mohamed Sharafi, ha annunciato che il numero totale di potenziali elettori supera i 24 milioni e 474 mila elettori, tra cui circa 914 mila all’estero. Sarà la stessa Autorità nazionale indipendente per le elezioni, istituita a metà settembre e presieduta dall’ex ministro della Giustizia Muhammad Sharafi, a supervisionare il processo elettorale. Precedentemente il compito spettava al Ministero degli Interni.

Inizialmente, le elezioni presidenziali dovevano svolgersi il 18 aprile, ma sono state rinviate la prima volta al 4 luglio e poi successivamente al 12 dicembre, a causa della mancanza di candidati. Non viene richiesta una percentuale minima o massima affinché il risultato delle elezioni possa essere accettato.  Secondo i dati ufficiali, le ultime elezioni presidenziali del 2014 hanno visto recarsi alle urne il 51,07% degli elettori, e Bouteflika ha vinto al quarto round con l’81,53% dei voti. L’affluenza più debole si è verificata alle elezioni legislative tenutesi il 4 maggio 2017, a cui ha partecipato il 37,09% degli elettori.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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