Raid israeliano nella Striscia di Gaza

Pubblicato il 8 dicembre 2019 alle 17:04 in Israele Palestina

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L’aeronautica israeliana ha effettuato una serie di attacchi nella Striscia di Gaza, l’8 dicembre, dopo che 3 missili erano stati lanciati dall’enclave palestinese verso il Sud di Israele.

I raid aerei hanno preso di mira due siti appartenenti alle Brigate Qassam, l’ala militare di Hamas, nel Nord di Gaza, secondo quanto ha riferito Hamas. L’esercito israeliano, da parte sua, ha affermato che “aerei da combattimento ed elicotteri d’attacco hanno colpito numerosi obiettivi terroristici di Hamas” a Gaza, nonché “una postazione militare appartenente alla forza navale di Hamas nella Striscia di Gaza settentrionale”. Il raid è arrivato a seguito del lancio di un razzo dalla Striscia di Gaza. Tuttavia, nessun gruppo palestinese ha rivendicato la responsabilità di tale offensiva. L’esercito israeliano ha riferito che Hamas era responsabile di qualsiasi attacco che arrivi dalla Striscia di Gaza.

“Hamas subirà le conseguenze per le azioni portate avanti contro i civili israeliani”, ha affermato l’esercito. Tutti e 3 i razzi sono stati intercettati dal sistema di difesa israeliano, noto come Cupola di ferro. I medici hanno curato 3 persone dall’insediamento israeliano meridionale di Sderot che hanno subito lievi ferite mentre cercavano rifugio dopo aver sentito le sirene antiaeree. Israele e Hamas avevano ripreso i colloqui per accordarsi su un cessate il fuoco di lungo termine sulla striscia di Gaza, il 29 novembre. È quanto avevano riferito alcune fonti locali, secondo cui le trattative riguardavano, tra le questioni più importanti, il tema dei prigionieri israeliani detenuti da tempo nel territorio della Striscia. Le altre tematiche incluse nel pacchetto erano la costruzione di un impianto di desalinizzazione finanziato dalla Turchia, la realizzazione di un ospedale con il contributo degli Stati Uniti e l’installazione di una nuova centrale che aumenti il rifornimento elettrico a Gaza.

Una tregua era stata concordata il 14 novembre scorso. Il cessate il fuoco ha fatto seguito ad una violenta escalation durata circa 48 ore e che ha avuto inizio il 12 novembre, quando raid israeliani hanno causato l’uccisione del comandante del Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, Baha Abu al-Ata. Tale ondata di violenza ha causato circa 34 morti e 111 feriti, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute di Gaza. Tuttavia, in tale contesto, erano stati presi di mira semplicemente obiettivi del Movimento, evitando di colpire Hamas. Le Brigate al-Quds, l’ala militare, chiamate in arabo “Saraya al-Quds”, sono attive soprattutto in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, dove contrastano la presenza militare di Israele attraverso operazioni terroristiche. Il fine ultimo delle Brigate è la creazione di uno Stato Islamico e l’insediamento dei palestinesi in una patria legittima, secondo i confini stabiliti del 1948. Tuttavia, il gruppo è contrario alla propria partecipazione ai processi di pace e ai negoziati tra le parti coinvolte. ù

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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