Nigeria: rilasciato su cauzione il giornalista volto di #RevolutionNow

Pubblicato il 7 dicembre 2019 alle 7:34 in Africa Nigeria

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L’attivista nigeriano, ex candidato presidenziale, Yele Sowore, il cui arresto ha scatenato la reazione di gran parte dell’opinione pubblica, nazionale e non solo, è stato rilasciato su cauzione. È quanto ha riferito la testata giornalistica online da lui stesso fondata, Sahara Reporters, con un post su Twitter: “È stato liberato nella serata di giovedì 5 dicembre dopo che l’Alta Corte Federale di Abuja ne ha ordinato, per la terza volta, la scarcerazione”.

Sowore, che si era candidato alla carica presidenziale nelle elezioni di febbraio 2019, al termine delle quali si è aggiudicato il suo secondo mandato Muhammadu Buhari, era stato arrestato ad agosto. Il tribunale della capitale aveva deciso di consentire allo Stato di trattenere Sowore per un periodo di 45 giorni, metà di quanto era stato richiesto dai servizi segreti nazionali. A settembre, però, era stato giudicato non colpevole nonostante le accuse di tradimento, riciclaggio di denaro e molestie contro il presidente. Ciononostante, gli ufficiali del Dipartimento dei Servizi di Stato avevano continuato a tenerlo sotto custodia. Questo comportamento ha provocato un grande movimento di indignazione popolare e ha spinto attivisti politici e rappresentanti di gruppi per la difesa dei diritti umani a protestare insistentemente per chiedere la sua scarcerazione. Secondo quanto riferito dal DSS, la liberazione di Sowore era stata ostacolata dalla cauzione troppo elevata e dal fatto che, nonostante l’ordine del tribunale, nessuno fosse intervenuto per pagarla. Le organizzazioni della società civile, d’altra parte, affermano che sia stato proprio il Dipartimento dei Servizi di Stato a rifiutarsi di rilasciarlo.

Il 12 novembre, la polizia nigeriana aveva sparato proiettili veri contro i manifestanti che si erano riuniti per un sit-in nella capitale, Abuja, chiedendo la scarcerazione di Sowore. In realtà, le proteste erano già iniziate ad ottobre ed erano continuate al grido “Revolution Now”.  Il Pubblico Ministero ha dichiarato che la campagna sarebbe volta a rimuovere il presidente e il comandante in capo delle forze armate della Repubblica federale con mezzi incostituzionali. Secondo i difensori di Sowore, invece, il giornalista avrebbe solo invitato la popolazione a riflettere sulle numerose sfide del Paese, in particolare la sicurezza e l’economia.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni del 27 febbraio 2019 aggiudicandosi un secondo mandato per i prossimi 4 anni, dopo aver promesso di dare incentivi alla crescita economica del Paese, rafforzare la sicurezza e lottare contro la corruzione. Buhari era stato nominato presidente la prima volta alle elezioni del 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante i suoi mandati, il presidente fatica a realizzare i suoi obiettivi. Nonostante il capo di Stato abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica di Boko Haram, gli attacchi continuano ad essere frequenti e ad alto tasso di mortalità. Il 28 luglio, almeno 65 persone sono morte a causa di un attentato perpetrato da alcuni militanti di Boko Haram contro un gruppo di nigeriani di ritorno da un funerale, nello Stato nordorientale del Borno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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