Nigeria: rapite dall’Isis 14 persone, di cui 2 operatori umanitari

Pubblicato il 7 dicembre 2019 alle 6:36 in Africa Nigeria

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Un gruppo di militanti armati ha rapito, in una regione del Nord-Est della Nigeria, 14 persone, tra cui 2 cooperanti della Croce Rossa e un sergente dell’esercito. È accaduto nella notte di mercoledì 4 dicembre, nello Stato regionale del Borno, ma le forze di sicurezza nigeriane hanno diffuso la notizia e i vari dettagli solo tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre.  L’azione è stata rivendicata dal gruppo jihadista dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (Iswap), che parla di 14 “prigionieri”, stando a quanto segnala il Site Intelligence Group, l’organizzazione non governativa che monitora le attività dei terroristi jihadisti e degli estremisti di destra.

“I terroristi dell’ISWAP hanno creato un posto di blocco sulla strada tra Maiduguri e Damaturu e hanno preso 14 persone”, ha riferito una fonte di sicurezza nigeriana. “Tra le vittime del rapimento ci sono un sergente dell’esercito, la sua famiglia e 2 membri del personale della Croce Rossa”, ha aggiunto. Una seconda fonte di sicurezza, riportata dall’agenzia di stampa francese Agence France Presse, ha confermato i rapimenti. I 2 cooperanti sono solo gli ultimi di una serie di lavoratori delle ONG catturati e presi in ostaggio dai militanti islamisti della Nigeria. Il 19 luglio lo Stato islamico dell’Africa occidentale aveva rapito 6 membri dell’organizzazione Action Against Hunger, uccidendone uno circa due mesi dopo.

L’ISWAP (o ISWA) è una fazione scissionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà al capo dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi. Il gruppo ha affermato in una dichiarazione, rilasciata giovedì 5 novembre, che 6 soldati nigeriani e 8 civili erano stati rapiti. Un rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Nigeria ha detto che le vittime non sono ancora state identificate e che i controlli stanno procedendo. L’insurrezione dei gruppi islamisti, che va avanti da decenni in Nigeria, ha causato la morte di circa 35.000 persone e prodotto più di 2 milioni di sfollati.

Tali episodi sollevano le preoccupazioni del governo di Abuja sulle aggressioni contro il personale umanitario. Ad innescare le violenze sono spesso militanti affiliati all’ISWAP o a all’organizzazione di Boko Haram. Quest’ultimo è un gruppo jihadista nigeriano che da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, si è allargato gradualmente fino a coinvolgere anche il Camerun, il Niger e il Ciad e causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, questi quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Diversi civili sono stati altresì costretti ad arruolarsi tra le fila dell’organizzazione e a portare a termine attacchi e attentati suicidi. Secondo quanto riportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa a inizio settembre, circa 22.000 nigeriani sono risultati dispersi durante la crisi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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