Italia e Iran si impegnano a migliorare i rapporti bilaterali

Pubblicato il 7 dicembre 2019 alle 15:03 in Iran Italia

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Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Sajjadpour, e il viceministro degli Esteri italiano, Marina Sereni, hanno discusso di un futuro miglioramento dei legami bilaterali e degli ultimi sviluppi nella regione.

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa iraniana IRNA, il 7 dicembre, la Sereni ha affermato che esistono varie possibilità per migliorare le relazioni economiche tra i due Paesi. Inoltre, dati gli sviluppi regionali, ha chiesto consultazioni regolari tra i due Paesi. Il viceministro ha poi nuovamente espresso il sostegno di Roma all’accordo sul nucleare iraniano. Sajjadpour, da parte sua, ha elaborato le misure adottate dall’Iran per preservare tale intesa, nel quadro del mantenimento della cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). l viceministro ha sottolineato che l’accordo nucleare è un accordo bilaterale e che le altre parti rimaste nell’intesa dovrebbero mantenere i propri impegni. Sajjadpour ha affermato che l’Italia rimane il primo partner commerciale dell’Iran in Europa e ha aggiunto che è importante cogliere ogni opportunità per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo di relazioni in linea con gli interessi reciproci. 

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo siglato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è ritirato da tale intesa unilateralmente l’8 maggio 2018, imponendo nuovamente sanzioni contro Teheran, e causando una frattura più profonda nei loro rapporti.

L’incontro tra i rappresentanti di Roma e Teheran arriva il giorno dopo che gli ambasciatori di tre Paesi Europei, ovvero Regno Unito, Francia e Germania, hanno denunciato che l’Iran starebbe sviluppando un nuovo sistema di missili balistici, in violazione con l’accordo. In particolare, in una lettera di tre pagine in circolazione dal 4 dicembre, le tre potenze europee specificano che si tratta di Shabab-3, un missile balistico a medio raggio dotato di veicoli di rientro, che sarebbe in grado di raggiungere anche Israele o i confini dell’Europa occidentale, e di abbattere sistemi di difesa missilistica tradizionali. Non da ultimo, il sistema sarebbe in grado di caricare armi nucleari. Ciò viola una delle clausole dell’accordo raggiunto a Vienna nel 2015, con cui si invitava l’Iran a non intraprendere alcuna attività di ricerca relativa allo sviluppo di missili balistici e di armi nucleari, fino a otto anni dalla firma dell’accordo.

Pertanto, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è stato invitato ad informare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di tale situazione, nel prossimo dossier che verrà elaborato e presentato nelle prossime settimane. Nel frattempo, per venerdì 6 dicembre, è previsto un incontro tra le potenze europee e l’Iran, a Vienna, per cercare di salvare l’accordo sul nucleare. In particolare, si prevede che l’Europa inviterà nuovamente Teheran ad attenersi al patto per non incorrere in sanzioni da parte delle Nazioni Unite.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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