Iraq: uomini armati assaltano e uccidono i manifestanti

Pubblicato il 7 dicembre 2019 alle 11:16 in Iraq Medio Oriente

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Almeno 20 persone sono state uccise nella notte tra il 6 e il 7 dicembre, a seguito di una serie di attacchi effettuati da uomini armati non identificati contro i manifestanti antigovernativi accampati nei pressi di Tahrir Square. 

La notte del 6 dicembre, alcuni uomini armati, che si muovevano a bordo di camionette, hanno attaccato un edificio vicino al ponte di al-Sinak, dove gruppi di manifestanti antigovernativi sono accampati da settimane. Il bilancio dei morti è di 25 persone e almeno altre 130 sono rimaste ferite. “Secondo le nostre fonti, la violenza è iniziata a tarda notte intorno a Khilani Square, a Nord di Tahrir Square”, ha dichiarato un reporter di Al-Jazeera da Baghdad. Gli aggressori hanno costretto i manifestanti a uscire dall’edificio e, in seguito, sono stati uditi numerosi colpi d’arma da fuoco. La televisione di Stato ha affermato che l’edificio è stato incendiato a seguito dell’assalto e che i responsabili erano “uomini non identificati”.

I medici sul luogo, che inizialmente avevano dichiarato che c’erano stati 3 morti, hanno affermato che dozzine di altri manifestanti erano feriti e si aspettavano che il bilancio potesse aumentare ulteriormente. Una dottoressa sul campo ha dichiarato di aver curato almeno 5 persone per ferite da taglio. Gli attacchi arrivano un giorno dopo che una serie di episodi sospetti di accoltellamento hanno causato almeno 13 feriti nella piazza Tahrir di Baghdad, l’epicentro del movimento di protesta iracheno. La reporter Simona Foltyn di Al-Jazeera, che riferisce da Baghdad, ha sottolineato che tale violenza ha segnato “un’escalation molto insolita”. “Fino ad ora avevamo visto violenze negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza”, ha aggiunto. 

Il popolo iracheno è sceso in piazza il 1° ottobre scorso per richiedere le dimissioni del governo, del Parlamento e del capo di Stato, così come elezioni anticipate sotto l’egida delle Nazioni Unite, una nuova legge elettorale e l’istituzione di un tribunale speciale per i casi di corruzione, che porti davanti alla giustizia responsabili e imputati dal 2003 ad oggi, sul modello del tribunale del precedente regime.  I manifestanti hanno evidenziato, oltre al malfunzionamento di governo e servizi, anche la disoccupazione, in particolare giovanile. Dopo circa due settimane di pausa, le proteste sono riprese il 25 ottobre scorso e da allora non si sono ancora placate.

Al momento, il popolo iracheno si è detto determinato ad esercitare pressione sul governo affinché trovi un’alternativa al primo ministro Mahdi e affinchè vengano puniti i responsabili delle brutali operazioni di repressione messe in atto durante le proteste di questi mesi. Secondo l’ultimo bilancio riportato nel resoconto di al-Jazeera, sono stati circa 420 i morti causati dalla risposta delle forze di sicurezza. Questo ha spinto la Magistratura ad intervenire per tentare di individuare i responsabili delle operazioni di repressione, che hanno visto anche l’utilizzo di proiettili veri e gas lacrimogeni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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