Francia, Macron: “Resteremo nel Sahel solo a certe condizioni”

Pubblicato il 7 dicembre 2019 alle 6:12 in Francia Mali

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto ai leader africani della regione del Sahel di provare a respingere il crescente sentimento antioccidentale rivolto contro Parigi. In particolare, il capo dell’Eliseo ha sottolineato che le autorità devono lavorare in maniera più decisiva sulla questione se intendono godere ancora dell’appoggio francese nelle operazioni di repressione dei gruppi jihadisti. La Francia, ex potenza coloniale nella regione, possiede la più ampia presenza militare nell’Africa occidentale ed è impegnata soprattutto a contrastare l’estremismo in Mali e Burkina Faso. Nel Sahel, invece di migliorare, la situazione terrorismo sta lentamente degenerando, con i militanti islamisti affiliati di Al Qaeda e dello Stato Islamico che continuano a rafforzare le loro presenza nella regione, soggiogando vaste porzioni di territorio e inasprendo la violenza etnica.

Il governo francese sta affrontando aspre critiche anche in patria, specialmente dopo l’incidente del 25 novembre in cui, durante un’operazione contro i militanti jihadisti in Mali, 2 elicotteri dell’aviazione francese sono entrati in collisione e si sono scontrati, lasciando morti tutti e 13 i soldati che si trovavano a bordo. I 4.500 soldati francesi presenti nel Sahel si trovano al momento impantanati, senza indicazioni precise su come muoversi, mentre le voci critiche nella regione cominciano a disprezzare sempre di più le mosse di Parigi giudicate inadatte a riportare la stabilità e la sicurezza. “Voglio che i leader del Mali, del Niger, del Burkina Faso, del Ciad e della Mauritania chiariscano e formalizzino le loro richieste riguardo alla Francia e alla comunità internazionale: vogliono la nostra presenza e ne hanno bisogno? Voglio risposte chiare a queste domande”, aveva affermato Macron in conferenza stampa dopo il vertice della NATO a Londra, mercoledì 4 dicembre. “Non posso avere truppe francesi sul territorio se c’è ambiguità da parte delle autorità nei confronti dei movimenti antifrancesi”, ha aggiunto.

Mentre nel 2013 le truppe francesi erano state accolte con speranza e positività nella regione, dopo essere riuscite a respingere l’occupazione islamista della capitale maliana, Bamako, con il tempo sono aumentate le proteste e le voci che chiedevano alla Francia di andarsene o la accusavano di sfruttare il territorio per i loro vantaggi economici. “Dato ciò che abbiamo vissuto, credo che ci debba essere chiarezza”, ha detto Macron. “La Francia non è lì, contrariamente a quanto a volte viene detto, per motivi neocolonialisti, imperialisti o economici. Siamo lì per la sicurezza collettiva nostra e della regione “, ha chiarito. L’esempio più significativo del crescente sentimento antifrancese si è verificato il mese scorso quando Salif Keita, un famoso musicista maliano, ha pubblicato sulla sua pagina social un video in cui chiedeva al presidente Ibrahim Boubacar Keita di smettere di essere sottoposto al “bambino” francese Emmanuel Macron. In seguito a questo e ad altri eventi, il presidente di Parigi ha annunciato di aver invitato i cinque leader del Sahel a recarsi a Pau, nel Sud-Ovest della Francia, il 16 dicembre, per discutere della questione. “La loro risposta è oggi una condizione necessaria affinché le nostre truppe rimangano”, ha detto mercoledì 4 dicembre.

La forza francese presente in Mali dall’agosto 2014 è conosciuta con il nome di operazione Barkhane. Cooperando con le forze maliane, Barkhane ha cercato di eliminare gli elementi terroristici nel Mali settentrionale e centrale, in particolare Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), il gruppo che si è formato dalla branca del Sahara di al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM), al-Murabitoun, Ansar al-Dine e il Fronte di liberazione della Macina. Da giugno 2018, sono aumentati anche gli scontri tra i gruppi terroristici, come Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), e la task force internazionale antiterrorismo nota con il nome di G5 Sahel.

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Chiara Gentili

di Redazione

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