Direttore generale dell’IOM in Grecia per discutere della crisi migratoria

Pubblicato il 7 dicembre 2019 alle 6:57 in Grecia Immigrazione

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Il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino, ha incontrato ad Atene, venerdì 6 dicembre, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il ministro degli Affari Esteri, Nikos Dendias. In tale occasione, i tre hanno discusso a lungo sulle strategie migliori per affrontare l’attuale crisi migratoria. Secondo il rappresentante dell’IOM, le significative pressioni che sta subendo la Grecia dovrebbero spingere i Paesi dell’Unione europea a fornire maggiore supporto politico ed economico. Dall’altra parte, per quanto riguarda il governo di Atene, Vitorino ha accolto con favore le iniziative volte a proteggere e ad assistere i migranti minori non accompagnati e gli sforzi intrapresi per alleviare il sovraffollamento delle isole dell’Egeo. In particolar modo, ha offerto il costante sostegno dell’IOM attraverso la continua fornitura di servizi umanitari ai migranti e ai rifugiati in difficoltà, l’assistenza nelle procedure di spostamento dalle isole delle persone vulnerabili e nella loro sistemazione.

“Il trasferimento di migranti e rifugiati dalle isole sovraffollate e molto povere alla terraferma greca è una dimostrazione di umanità e una pratica di solidarietà all’interno della stessa Grecia”, ha dichiarato Vitorino a seguito dell’incontro. “Pertanto, la Grecia ha bisogno di continua solidarietà e sostegno da parte degli altri Stati membri dell’UE per condividere le responsabilità e respingere eventuali shock futuri”, ha aggiunto.

Gli arrivi di migranti irregolari in Grecia sono aumentati drasticamente nella seconda metà del 2019, procurando problemi alle comunità e strutture di accoglienza, soprattutto nelle isole. Il Direttore generale ha dunque sottolineato l’importanza di un approccio alla gestione dell’immigrazione bilanciato e valido nel lungo periodo. “Siamo convinti che i pericoli e le pressioni dell’immigrazione irregolare, facilitata da reti pervasive di contrabbando, possano essere alleviate solo migliorando e aumentando i canali per la migrazione ordinata e legale, come il reinsediamento e percorsi complementari, incluso il meccanismo di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri dell’UE”, ha affermato Vitorino. “C’è bisogno di maggiore urgenza nelle discussioni in corso, ma dopo oggi sono fiducioso che la gestione e la cooperazione in materia di migrazione riceveranno un nuovo slancio”, ha concluso. Il Direttore generale dell’IOM ha anche incontrato, nella giornata di venerdì 6 dicembre, il sindaco di Atene, Kostas Bakoyannis. Con lui, ha visitato la struttura di Elaionas, nel centro della città, che al momento ospita circa 1.800 rifugiati e richiedenti asilo. Elaionas è uno dei circa 30 centri di lunga permanenza attivi sulla terraferma greca. In Grecia, l’IOM garantisce gli standard minimi di assistenza e protezione a circa 24.000 migranti e rifugiati con il supporto della Commissione Europea.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 26 novembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 113.036, di cui 92.775 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1.159, di cui 740 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 348 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 71 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 27 novembre 2019, nel Paese sono arrivati via mare 55.571 migranti, ovvero 26.154 in più dello stesso periodo dello scorso anno.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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