Spagna: al via le consultazioni per il nuovo governo

Pubblicato il 6 dicembre 2019 alle 9:47 in Europa Spagna

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Il re di Spagna, Felipe VI, ha convocato una serie di consultazioni con i rappresentanti delle forze politiche parlamentari per la prossima settimana. Sarà un round intenso concentrato in due giorni. A rappresentare le formazioni politiche che hanno eletto almeno un esponente in questa XIV legislatura, ci saranno 19 visitatori che si recheranno al Palazzo della Zarzuela.

La prontezza con cui il monarca ha deciso di convocare i suoi interlocutori politici alimenta la sensazione di un tentativo di investire rapidamente, prima di Natale, il socialista Pedro Sánchez, che sarà senza dubbio il nominato dal monarca come candidato alla presidenza del governo.

Tuttavia il successo di un’investimento prima delle feste, in cui sperano i socialisti, dipenderà in definitiva dal raggiungimento di un accordo tra il Partito socialista (PSOE) e Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) in modo che i 13 deputati della forza repubblicana secessionista si astengano dal voto del Congresso e facilitino l’elezione di Sánchez al secondo turno, quando basta ottenere più voti a favore che contro.

Le date del giro di consultazioni confermano che Felipe VI non si recherà in Argentina per rappresentare la Spagna all’insediamento del nuovo presidente del paese sudamericano e si concentrerà sulla celebrazione di consultazioni cui ERC, l’estrema sinistra indipendentista basca EH Bildu e l’estrema sinistra indipendentista catalana CUP hanno annunciato che non prenderanno parte.

Gli incontri da tradizione seguiranno un ordine che va dalla formazione con meno rappresentanti a quella con più rappresentanti. Così, secondo quanto comunicato dalla Zarzuela, Alberto Garzón, in rappresentanza di Sinistra unita, l’ex Partito Comunista, è atteso per mercoledì 11 alle 9.30; Laura Borràs, di JxCat, la formazione dell’ex presidente catalano Puigdemont, mercoledì alle 11.45 e, alle 12.30, la rappresentante di Ciudadanos, Inés Arrimadas. Seguirà il leader di Podemos, Pablo Iglesias. Pablo Casado, leader del PP e penultimo in visita al Monarca, lo stesso giorno alle 17.30, il che implica un incontro con il socialista Sánchez dalle 18:00. 

Pertanto, la cosa prevedibile è che Felipe VI annunci alla presidente del Congresso Meritxell Batet il nome del candidato all’investitura lo stesso giorno alla fine dei contatti. Non vi è dubbio che sarà l’attuale presidente ad interim, Pedro Sánchez.

La designazione non implica che il dibattito sull’investitura debba aver luogo immediatamente. In realtà dipende dalle esigenze dei negoziati con le altre forze politiche da parte del candidato.

Sánchez, una volta eletto, contatterà il presidente del Congresso, Meritxell Batet, e concorderà con lei la tempistica necessaria per ottenere un sostegno sufficiente per la sua investitura.

Se il leader socialista avesse raggiunto un accordo per l’astensione di ERC il prossimo martedì, data per la quale è fissata la terza riunione negoziale tra il PSOE e i repubblicani catalani, il dibattito sull’investitura potrebbe iniziare lunedì 16 in modo che il primo voto – in cui è richiesto il sostegno della maggioranza assoluta dei deputati si terrebbe martedì 17. Il secondo turno, in cui il candidato presidente ha bisogno di più voti a favore che contro, si terrebbe da regolamento delle Cortes 48 ore più tardi. Per giorno 19 dicembre, dopo due elezioni e due fallite investiture in pochi mesi, la Spagna dovrebbe avere un governo nel pieno dei poteri.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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