Roma al centro del Dialogo Mediterraneo 2019

Pubblicato il 6 dicembre 2019 alle 12:47 in Africa Italia Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato numerosi rappresentanti di Paesi strategici in occasione del Rome MED – Mediterranean Dialogues 2019. La delegazione italiana ha anche tenuto colloqui con i capi di alcune tribù libiche. Quali le principali questioni toccate. 

”Tutti i Paesi del mondo sono chiamati a collaborare sulle sfide del Mediterraneo. L’Italia deve rimanere l’interlocutore privilegiato”, ha dichiarato Di Maio, il 5 dicembre, primo giorno di colloqui bilaterali con i rappresentanti di numerosi Paesi. In occasione dell’incontro con il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, tenutosi il 5 dicembre, entrambi i rappresentanti hanno sottolineato l’importanza di un dialogo franco e costruttivo tra Roma e Ankara. Il sito ufficiale della Farnesina e l’agenzia di stampa turca, Anadolu, sottolineano che la Turchia rimane un partner fondamentale dell’Italia per affrontare numerose sfide strategiche del Medio Oriente. Durante l’incontro, i due Ministri hanno avuto uno scambio di vedute sulle principali crisi regionali, in particolare Siria e Libia. Lo stesso giorno, Di Maio ha avuto un incontro con il Ministro degli Esteri libanese, Gebran Bassil, con il quale ha discusso delle relazioni bilaterali e della situazione regionale. Anche in questo caso i rappresentanti hanno discusso della crisi in Siria e, nello specifico, dell’impatto della conseguente crisi dei rifugiati sui Paesi vicini. La stabilità del Libano è cruciale per la regione e l’Italia mantiene fermo il suo impegno nel sostenere il Paese mediorientale. 

Sempre il 5 dicembre, Di Maio ha ricevuto alla Farnesina il ministro degli Esteri palestinese, Riyad al-Malki. Al centro del colloquio c’è stato il processo di pace tra Israele e Palestina e le relazioni bilaterali con l’Italia. Inoltre, è stata ribadita la posizione dell’Italia e dell’Unione Europea sull’illegalità degli insediamenti israeliani e il sostegno alla soluzione a due Stati “come unica via per assicurare una pace duratura”. Tali chiarificazioni sono state necessarie dopo che, in un cambio di rotta repentino, l’amministrazione Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti non considerano più gli insediamenti israeliani in Cisgiordania una violazione del diritto internazionale. Tale decisione era stata annunciata dal segretario di Stato USA, Mike Pompeo, il 18 novembre. Secondo quanto aveva riferito il New York Times si trattava dell’ultimo “regalo politico” dell’amministrazione Trump al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. L’Italia e l’Unione Europea considera i Territori Palestinesi sotto occupazione militare da parte di Israele. Questi sono quindi soggetti alla Quarta Convenzione di Ginevra del 1949. Tale status è stato riconosciuto ai territori dalla comunità internazionale nel 1967, in seguito alla Guerra dei Sei Giorni. Il conflitto aveva visto la vittoria schiacciante di Israele, che da allora controlla i confini della Cisgiordania e oltre il 50% del territorio in cui vive la popolazione palestinese. La Convenzione di Ginevra proibisce allo Stato occupante di trasferire la propria popolazione nei territori occupati. 

Tra le numerose questioni emerse nel primo giorni di incontri, anche i rapporti dell’Italia con l’Egitto. In occasione dell’incontro alla Farnesina con il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, Di Maio ha chiesto “una maggiore cooperazione bilaterale per assicurare alla giustizia i responsabili del barbaro omicidio”. In riferimento alla morte del giovane ricercatore italiano, Giulio Regeni. Il dottorando di Cambridge si trovava in Egitto per studiare i sindacati del Paese, è stato rapito il 25 gennaio 2016 e il suo corpo è stato rinvenuto il 3 febbraio, vicino al Cairo, orribilmente martoriato. Solo dopo l’inizio delle indagini, le forze di sicurezza locali hanno riferito di aver trattenuto Regeni il giorno in cui sparì. Le circostanze della morte del giovane italiano sono ancora lontane dall’essere chiarite e i responsabili non sono ancora stati assicurati alla giustizia. Intanto, i rapporti tra Roma e il Cairo continuano con una serie di alti e bassi. Il coordinamento tra l’Italia e l’Egitto sulla questione Regeni era stato completamente sospeso dal dicembre 2018. Rimangono comunque i rapporti bilaterali sul piano economico. L’Egitto ha pagato all’Italia una cifra record per l’acquisto di armi. I dati sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 2 aprile. In particolare, la cifra pagata dal Cairo per l’acquisto di armi, munizioni e sistemi di informazione per la sicurezza di provenienza italiana, nel 2018, ammonta a più di 69 milioni di euro. Tale cifra supera di gran lunga i 7.4 milioni del 2017 ed i 7.1 milioni del 2016. 

In occasione del Rome MED, Di Maio ha tenuto anche una riunione con i rappresentanti di alcune tribù del Fezzan, la regione meridionale della Libia, per favorire la riconciliazione inter-etnica nell’area. Tale zona rappresenta una regione strategica per la stabilità della Libia. Lo stesso giorno, il 5 dicembre, arrivano pessime notizie dal Fezzan. L’organizzazione terroristica dello Stato Islamico ha trasmesso e diffuso un video in cui vengono mostrati omicidi e massacri di cittadini libici. Il titolo del filmato recita: “Cacciateli da dove vi hanno cacciato”. Tra le vittime filmate vi sono anche funzionari governativi, precedentemente catturati dal gruppo terroristico nel corso delle proprie operazioni. Le esecuzioni di massa sono state compiute, in particolare, nell’area di al-Fuqaha, nel Sud della Libia. Una parte del filmato mostra gruppi di prigionieri in un’area desertica, ammanettati, e alcuni terroristi che gli sparano alla testa. In un’altra sezione, invece, vengono compiute operazioni brutali contro un altro gruppo di cittadini. Alcune famiglie delle vittime hanno appreso della morte dei propri cari solo dopo la trasmissione del video. Alcuni parenti hanno rivelato che si trattava di persone detenute da più di un anno e di cui  non avevano ricevuto più notizie. “Dal Mediterraneo allargato originano molte delle crisi globali che interessano il nostro Paese. La stabilità e la prosperità della regione sono condizioni essenziali per la stabilità e la prosperità dell’Italia e ‪dell’UE”, queste le parole di Di Maio all’apertura dei lavori del Rome MED 2019, tenutasi il 6 dicembre. 

I MED – Mediterranean Dialogues 2019 sono organizzati dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), in collaborazione con la Farnesina, e sono oggi alla loro quinta edizione. In occasione della prima giornata di incontri, l’ambasciatore Giampiero Massolo, che tra le altre cariche di rilievo è anche presidente dell’ISPI, ha sottolineato la necessità di dialogo tra gli attori del Mediterraneo. “Siamo impegnati anche quest’anno a cercare di offrire un’agenda positiva, nel tentativo di essere una piattaforma che consenta attraverso il dialogo di arrivare a riscoprire il multilateralismo dal basso”, ha affermato Massolo. Il Mediterraneo “è uno spazio di confronto di popolazioni e interessi locali, ma anche di interessi più vasti e soprattutto di un confronto tra le grandi potenze. Questo da un lato è sintomo di una rilevanza strategica della regione, dall’altro è sintomo che il Mediterraneo è un incubatore di crisi non concluse”, ha poi aggiunto l’ambasciatore. “Bisogna scoprire temi unificanti, che siano quelli del clima, della sicurezza cibernetica, delle infrastrutture, della cultura, intorno ai quali dal basso formare delle coalizioni di Paesi volenterosi che consentano di arrivare alle soluzioni. Il Med si propone proprio questo: di far incontrare persone, Stati, organizzazioni, aziende, per arrivare a definire un’agenda positiva per il Mediterraneo”, afferma Massolo. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.