Grecia: espulso diplomatico libico, aumentano le tensioni con la Turchia

Pubblicato il 6 dicembre 2019 alle 13:15 in Grecia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Grecia ha annunciato di aver deciso di espellere l’ambasciatore libico.

È quanto rivelato, venerdì 6 dicembre, da Reuters, il quale ha altresì aggiunto che la decisione di Atene deriva dalla mancata collaborazione della rappresentanza diplomatica di Tripoli, la quale non ha fornito i dettagli dell’accordo che Libia e Turchia hanno siglato lo scorso 27 novembre.

In tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. Nello specifico, attraverso il memorandum concluso in ambito marittimo, sono state definite le aree di competenza di ciascuna parte nel Mar Mediterraneo. In materia militare, i due Paesi hanno concordato lo sviluppo di ulteriori sistemi di sicurezza e di formazione, grazie ai quali il governo tripolino disporrà di migliori capacità per contrastare terrorismo, migrazione irregolare e criminalità.

A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

In tale clima, martedì 3 dicembre, Atene aveva richiesto alla rappresentanza diplomatica tripolina di fornire i dettagli dell’accordo siglato con la Turchia entro il 5 dicembre, pena la designazione dell’ambasciatore quale “persona non grata”. Tale provvedimento implica l’espulsione del rappresentante diplomatico dal Paese dove svolge il proprio ruolo.

In virtù della mancata collaborazione da parte della rappresentanza diplomatica tripolina, Atene ha dunque deciso di concedere all’ambasciatore Mohamed Younis A.B. Menfi 72 ore per lasciare il Paese. Tuttavia, ha specificato il ministro degli Esteri ateniese, Nikos Dendias, tale mossa non intende incrinare i rapporti con Tripoli.

Da parte sua, l’ambasciata libica di Atene non ha rilasciato commenti sulla questione.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo e la questione cipriota, all’interno della quale si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

Nello specifico, è dallo scorso 3 maggio che la Turchia conduce operazioni di esplorazione di petrolio e gas nelle acque al centro di una disputa internazionale con Cipro. Le navi inviate dalla Turchia sono due. La prima, Fatih, era stata inviata il 3 maggio a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. La seconda, la Yavuz, era stata inviata il 2 giugno, per poi tornare indietro il 18 settembre per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia. Lo scorso 5 ottobre, però, la Yavuz  era tornata attiva nelle acque a largo di Cipro. In tale clima, per porre fine a tale disputa, il leader di Cipro, Nicos Anastasiades, ha dovuto fare ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia, istituzione in grado di rilasciare decisioni vincolanti per i Paesi che riconoscono la sua giurisdizione.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti hanno evidenziato che i due Paesi siano vicini allo scoppio di uno scontro armato.

La Turchia, da parte sua, ha annunciato che appena Ankara e Tripoli avranno ratificato il memorandum, invierà una nave da trivellazione per avviare le esplorazioni di gas e di petrolio. Nel frattempo, secondo quanto dichiarato da due esperti ad Al Jazeera English, la Grecia ha inviato alcune navi della Marina a sorvegliare l’area al centro del contenzioso a Sud-Est di Creta.

A tale riguardo, un ex diplomatico greco, il quale ha commentato la vicenda in condizioni di anonimato, ha dichiarato che in caso di arrivo di una nave da trivellazione turca, la quale naviga scortata da navi della Marina turca, le imbarcazioni elleniche agiranno contro di essa, aumentando le possibilità di uno scontro armato.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.