Maduro contro l’ONU: tace su violazione diritti umani in Ecuador, Colombia e Bolivia

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 12:40 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha affermato che l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ed ex presidente socialista del Cile, Michelle Bachelet, non parla del “massacro” e delle “violazioni continue dei dititti umani” che hanno avuto luogo in occasione delle proteste in Bolivia, Ecuador e Colombia.

“Dov’è Michelle Bachelet di fronte al massacro e alla dittatura che è stata imposta in Bolivia? Michelle Bachelet si mostra palesemente solo sul Venezuela, offende il popolo venezuelano con le sue bugie e mette a tacere il massacro in corso in Bolivia, Ecuador, Colombia, dove si trova Michelle Bachelet? I popoli le chiedono perché taci?” – ha detto Maduro intervenendo alla cerimonia di chiusura di un congresso internazionale delle comunicazioni in corso a Caracas.

Il capo dello stato venezuelano ha detto che non gli interessa cosa dice Bachelet del Venezuela. L’Alta commissaria ONU ha ripetutamente affermato che nel paese latinoamericano le forze di sicurezza fanno un uso eccessivo della forza. Maduro ha proposto una “giornata delle domande on-line” da inviare in massa a Michelle Bachelet per chiedere cosa pensa della crisi in Bolivia.

“Oggi Evo Morales ha denunciato che in Bolivia stanno rilasciando politici e funzionari di destra condannati per corruzione. Sono stati rilasciati a seguito del colpo di stato, sono stati rilasciati da un gruppo di stupratori di donne” – ha detto Maduro.

Il 4 luglio, la ex presidente del Cile (2006-2010 e 2014-2018) ha pubblicato un rapporto con le conclusioni della visita che ha effettuato in Venezuela tra il 19 e il 21 giugno, assicurando che nel paese latinoamericano è attiva “una strategia volta a neutralizzare, reprimere e criminalizzare l’opposizione politica”. Il rapporto Bachelet ha irritato il governo venezuelano che accusa le Nazioni Unite di operare a favore del leader oppositore Juan Guaidó su istigazione degli Stati Uniti.

L’esecutivo venezuelano ha condannato quello che definisce “colpo di stato in Bolivia” e non riconosce la nomina a presidente ad interim della senatrice dell’opposizione Jeanine Áñez. Maduro afferma che il colpo di stato in Bolivia cerca di “imporre un regime razzista” per generare violenza. Inoltre, Maduro ha invitato le forze armate boliviane a rispettare lo stato di diritto e riportare Evo Morales alla presidenza di quella nazione.

Evo Morales, ex leader indigeno aymara dei sindacati dei coltivatori di coca e presidente della Bolivia sin dal 2006, si è dimesso il 10 novembre tra violente proteste e dopo l’espressa richiesta della polizia e delle forze armate dopo un rapporto dell’Organizzazione degli Stati americani che mostrava irregolarità nelle elezioni presidenziali del 20 ottobre. Dal giorno delle elezioni sono in corso scontri tra sostenitori di Morales ed esponenti delle forze di centro-destra in diverse città della Bolivia.

In Ecuador vi sono state proteste nella prima metà di ottobre contro le misure economiche concordate dal governo di Lenín Moreno con il Fondo Monetario Internazionale. Sono in corso indagini sulle violenze che hanno caratterizzato le manifestazioni. 

In Colombia le forze di sicurezza sono accusate di aver reagito con violenza alle manifestazioni contro il governo di Iván Duque iniziate il 21 novembre scorso.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.