Libia: il Qatar a fianco di Tripoli, Haftar contro la Turchia

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 9:55 in Libia Qatar

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L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha accolto nel proprio Paese, a Doha, il ministro dell’Interno del governo di Tripoli, Fathi Bashagha, il 4 dicembre.

Nel corso dell’incontro, il Qatar ha rinnovato il proprio sostegno al governo tripolino, il cosiddetto governo di Accordo Nazionale, e al suo Consiglio presidenziale, presieduto dal premier Fayez al-Sarraj. Per Doha, questo rappresenta l’unico esecutivo legittimo e riconosciuto a livello internazionale. Pertanto, il Qatar continuerà a sostenerlo, con l’obiettivo di rafforzare le sue capacità anche in ambito militare e in materia di sicurezza. Nella giornata del 4 dicembre, Bashagha ha incontrato altresì il suo omologo qatariota, Abdullah bin Nasser Al Thani. Secondo quanto rivelato dallo stesso ministro libico, le parti hanno discusso di alcune questioni di interesse reciproco.

Parallelamente, nella serata del 4 dicembre, il portavoce ufficiale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Ahmed al-Mesmari, ha affermato che le proprie forze, capeggiate dal generale Khalifa Haftar, si opporranno con determinazione all’accordo raggiunto dal premier tripolino al-Sarraj con la Turchia. Tale intesa, a detta dell’LNA, rappresenta una minaccia per la ricchezza e la sovranità della Libia. Non da ultimo, al-Mismari ha evidenziato come la battaglia sul suolo libico sia ormai diventata una lotta contro le aspirazioni di Ankara nel Paese.

Il riferimento è ad alcuni Memorandum di intesa stipulati, il 27 novembre scorso, tra Tripoli e Ankara, a margine di colloqui svoltisi a Istanbul. Questi riguardano principalmente il settore marittimo e la cooperazione in materia militare e di sicurezza. A firmarli, Fayez al-Sarraj ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Nello specifico, uno degli accordi ha definito le aree di competenza di ciascuna parte nel Mar Mediterraneo orientale. L’obiettivo è la salvaguardia dei diritti legittimi di entrambi i Paesi circa la zona economica, nel rispetto dei precedenti accordi stabiliti a livello internazionale.

Nel corso di una conferenza stampa del 4 dicembre, al-Mesmari ha altresì ribadito che le proprie forze aeree controllano i cieli libici con l’obiettivo di prevenire la minaccia posta da gruppi terroristici, come al-Qaeda e lo Stato Islamico, per fare in modo che questi non trovino un rifugio sicuro nel Paese. Inoltre, il portavoce ha evidenziato come le proprie unità siano riuscite ad avanzare nell’Ovest del Paese, compiendo progressi nell’area di al-Aziziya.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Le tensioni tra Libia e Turchia sono aumentate il 23 giugno, quando il Ministero degli Esteri di Ankara ha accusato le milizie di Haftar di aver sequestrato 6 cittadini turchi. In tale occasione, Ankara aveva avvertito che l’LNA sarebbe diventato un “obiettivo legittimo” se queste persone non fossero state rilasciate immediatamente. Da parte sua, l’esercito di Tobruk aveva riferito di aver arrestato solamente 2 turchi nella città petrolifera Nord-orientale di Ajdabiya.

Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi, le forze di Haftar hanno condotto diversi attacchi contro gli aeroporti di Mitiga e Misurata, con il pretesto che questi siano basi utilizzate dalla Turchia. In Libia, anche Ankara sostiene il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli e ha fornito droni e veicoli alle forze alleate ad Al-Serraj.  Tali armamenti sono stati utilizzati per respingere la campagna di Haftar, lanciata dal generale contro Tripoli, il 4 aprile scorso, e tuttora in corso.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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