Le tensioni tra Brasile e Argentina al centro del vertice del Mercosur

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 9:36 in Argentina Brasile

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Il vertice del Mercosur, iniziato mercoledì 4 dicembre e in corso ancora oggi, giovedì 5, a Bento Gonçalves, nel sud del Brasile, è uno dei più tesi degli ultimi anni, data l’incertezza sulla direzione che prenderanno i presidenti eletti di Argentina, il peronista di di sinistra Alberto Fernández, e l’Uruguay, il nazionalista Luis Lacalle Pou, nei confronti del blocco e nelle relazioni con il Brasile di Jair Bolsonaro.

Il leader brasiliano non si è nemmeno congratulato con Fernández, che si insedierà martedì prossimo, in uno dei momenti più bassi della relazione Brasile-Argentina, l’asse tradizionale del Mercosur, il Mercato comune del Sud integrato anche dall’Uruguay e dal Paraguay. La sorprendente decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di aumentare i dazi di importazione sull’acciaio e l’alluminio brasiliano e argentino ha aumentato ulteriormente la tensione.

In pratica, tuttavia, si può decidere ben poco su questo tema durante l’incontro, poiché saranno presenti rappresentanti del governo di  argentino di destra di Mauricio Macri, che fra cinque giorni lascerà il potere, e quelli del governo di sinistra dell’Uruguay di Tabaré Vázquez, il cui mandato scadrà fra tre mesi. Nessun membro dei futuri governi di Fernández o Localle parteciperà alla riunione, nemmeno come osservatori. Nel caso degli argentini, non sono stati invitati a causa delle pessime relazioni tra l’anfitrione Bolsonaro e Fernández.

Il fatto che non vi siano incroci tra Bolsonaro e Fernández ha molto a che fare con la data decisa dal Brasile per il trasferimento della presidenza pro tempore del Mercosur, che in ordine alfabetico passerà al Paraguay. Ogni paese presiede il blocco per un semestre ed è normale che il passaggio della mano venga effettuato il più vicino possibile alla fine della presidenza di turno. Bolsonaro, tuttavia, lo ha tenuto all’inizio di dicembre, cinque giorni prima che Fernández si insedi. Il Brasile considera il vertice più un addio a Macri che un benvenuto al leader peronista.

Da lunedì, diplomatici e tecnici dei quattro paesi del blocco si incontrano a Bento Gonçalves per discutere quali accordi dovrebbero essere annunciati. Finora è certo che si approverà l’obbligo di indicare l’origine geografica di determinati prodotti. Questi includono il formaggio Serra da Canastra, il caffè Cerrado, il cacao del sud dello stato di Bahia, tutti dal Brasile o il vino argentino di Mendoza. 

Per il resto non vi sono ancora notizie di altri accordi. Una questione di centrale importanza sarà la riduzione della tariffa esterna comune che è in media del 14%, in base al prodotto venduto. Dall’inizio dell’anno, l’Argentina e il Brasile hanno provato a cambiare questa cifra, ma le elezioni in due dei quattro paesi del blocco hanno impedito progressi effettivi. L’obiettivo brasiliano era raggiungere la riduzione entro la fine dell’anno. La tariffa attuale pone un ostacolo ai partner che intendono importare dall’estero merci che vengano prodotte anche all’interno del blocco, con l’obiettivo di proteggere le industrie locali.

Il rapporto tra Bolsonaro e Fernández sarà il principale motivo di tensione dell’incontro. Argentina e Brasile sono i più grandi paesi della regione e la salute del blocco dipende dalla loro buona armonia. I rapporti, tuttavia, sono pessimi. Bolsonaro non ha esitato a chiedere il voto per Macri alle ultime elezioni argentine, minacciando di far esplodere il Mercosur se il “populismo di sinistra” di Fernández fosse installato alla Casa Rosada. La visita che l’argentino Fernandez ha fatto a Lula da Silva nella prigione di Curitiba e la richiesta di liberazione dell’ex presidente, interpretata come un attacco al governo e alla magistratura brasiliani, hanno ulteriormente aumentato la tensione.

Le conseguenze sono palpabili. Per la prima volta in 17 anni, un presidente del Brasile non viaggerà a Buenos Aires per partecipare al passaggio delle consegne alla Casa Rosada. Fernández non visiterà il Brasile, almeno non immediatamente. Come presidente eletto, ha preferito fare un tour senza precedenti in Messico, un paese che intende aggiungere un eventuale asse nord-sud che serve da contrappeso all’asse Brasile-Stati Uniti promosso da Bolsonaro.

Buenos Aires e Brasilia, tuttavia, sono obbligate a intendersi. Il Brasile è il principale partner commerciale dell’Argentina e l’Argentina è il terzo partner del Brasile, dietro Cina e Stati Uniti, e il primo acquirente dei suoi prodotti industriali. Il rapporto tra i due paesi non si basa su considerazioni ideologiche, gli interessi nazionali sono tali che subordinano qualsiasi differenza personale, spiegano gli analisti.

La decisione di Trump di applicare tariffe sulle esportazioni di metalli dal Brasile e dall’Argentina può avere come effetto collaterale un riavvicinamento tra i due paesi sudamericani. Washington ha messo i due Paesi nello stesso scambio, indipendentemente dalle differenze ideologiche dei loro governi, il che, secondo diplomatici di entrambi i Paesi, potrebbe aiutare Bolsonaro e Fernández ad abbassare i toni della polemica senza cedere in campo ideologico.

Il vertice del Mercosur non sarà imponente come gli appuntamenti passati. Secondo la diplomazia brasiliana, la presenza di soli tre presidenti è confermata per giovedì: l’anfitrione Jair Bolsonaro, l’argentino Mauricio Macri e il paraguayano Mario Abdo Benítez, presidente entrante. La vicepresidente Lucía Topolansky rappresenterà l’Uruguay, perché il capo dello stato Tabaré Vázquez è sottoposto a cure mediche.

All’ultimo summit svoltosi lo scorso luglio nella provincia argentina di Santa Fe hanno partecipato anche i presidenti del Cile, Sebastián Piñera e della Bolivia, Evo Morales. Il cileno rimarrà a Santiago a causa della crisi in corso nel suo paese e Morales è rifugiato in Messico dopo le proteste che lo hanno spinto alle dimissioni. Bolsonaro aveva invitato il suo successore ad interim, Jeanine Añez, ma la senatrice ha rifiutato l’invito e sarà rappresentata dal suo ministro degli Esteri, Karen Longaric.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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