Germania: espulsi due diplomatici russi, sospetto coinvolgimento servizi segreti

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 18:34 in Germania Russia

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La Germania ha espulso due diplomatici russi per via del sospetto coinvolgimento dei servizi segreti di Mosca in un omicidio avvenuto a Berlino la scorsa estate.

È quanto rivelato, giovedì 5 dicembre, dal Washington Post, il quale ha altresì reso noto che l’omicidio, avvenuto lo scorso 23 agosto, ricordava, per la modalità con cui era stato commesso, una esecuzione.

A conferma di ciò, la procura federale tedesca ha dichiarato di essere in possesso di “prove fattuali a sufficienza” per dimostrare la responsabilità dei servizi segreti della Russia o, in alternativa, di quelli della Repubblica cecena, facente in ogni caso parte della Russia.

In seguito alle dichiarazioni della procura, il Ministero degli Esteri di Berlino ha designato due funzionari dell’Ambasciata russa quali “personae non gratae”, facendo derivare tale decisione dalla mancata collaborazione da parte delle autorità russe nelle indagini relative all’omicidio del 23 agosto, nonostante le richieste inoltrate da alti funzionari.

Da parte sua, il portavoce del presidente, Dmitry Peskov, ha rinnegato le accuse in merito al coinvolgimento della Russia nell’omicidio, ritenute infondate. In tale clima, il Ministero degli Esteri di Mosca ha annunciato che avrebbe espulso due diplomatici tedeschi in risposta.

Anche l’ambasciatore russo a Berlino, Sergey Nechayev, si è detto deluso dal comportamento dei tedeschi in merito alla vicenda, la quale, a detta del diplomatico, non presenta prove del coinvolgimento del governo russo.

Secondo quanto rivelato dal Washington Post, in caso di conferma del coinvolgimento dei servizi segreti russi nell’omicidio di Berlino, si tratterebbe di un primo episodio del genere dalla fine della Guerra Fredda. In aggiunta, la conferma delle accuse contro Mosca potrebbe incrinare le relazioni tra Russia e Germania, la quale cerca di mantenere un equilibrio con Mosca in virtù del suo fabbisogno energetico.

L’omicidio in questione era avvenuto in un parco nel centro di Berlino lo scorso 23 agosto, quando un 40enne russo-georgiano designato “terrorista” da Mosca per via del suo coinvolgimento in un conflitto contro la Russia, era stato ucciso con un colpo di pistola in testa. Stando alle ricostruzioni della stampa tedesca, prima di essere ucciso, l’uomo, Tornike K., noto anche con lo pseudonimo di Zelimkhan Khangoshvili, era stato seguito da un uomo con una bicicletta elettrica, prima di essere colpito da un proiettile di una Glock-26, pistola di manifattura austriaca. Poco dopo, le autorità hanno arrestato il sospetto assassino, Vadim Sokolov, in possesso di passaporto russo considerato autentico dalle autorità, le quali tuttavia hanno messo in dubbio l’identità dell’uomo. Stando a quanto riportato, si tratterebbe in realtà di Vadim Krasikov, il quale, stando alle rivelazioni della procura, dopo aver effettuato un confronto fotografico, corrisponderebbe a Sokolov. Krasikov era già oggetto di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Russia per via di un omicidio commesso nel 2013 del tutto simile a quello di Khangoshvili. Il mandato di cattura, tuttavia, è stato annullato dalle forze dell’ordine russe.

Khangoshvili, riporta il Washington Post, era stato, dal 2000 al 2004, al comando di una milizia cecena che contrastava la Russia nel corso della seconda guerra cecena, la guerra nel Caucaso settentrionale. Successivamente, nel corso della guerra tra la Russia e la Georgia del 2008, l’uomo aveva guidato una milizia georgiana in difesa dell’Ossezia del Sud.

Già nel 2015, Tornike K. era sopravvissuto a un tentativo di omicidio, dopo aver subito 4 colpi di pistola. In seguito, era scappato in Germania, dove aveva richiesto l’asilo.

Sulla condotta dell’individuo, l’agenzia stampa russa Interfax, ripresa dal Washington Post, aggiunge che secondo le dichiarazioni di un funzionario russo, Khangoshvili aveva preso parte a diversi attacchi nella Inguscezia, al confine con la Cecenia, nel 2004, quando 98 persone, di cui 67 agenti delle autorità, avevano perso la vita. In aggiunta, secondo l’agente russo, Khangoshvili rispondeva agli ordini di un leader ribelle ceceno, Shamil Basayev, ucciso in Inguscezia dalle forze speciali russe nel 2006 perché ritenuto terrorista.

La vicenda giunge a pochi giorni di distanza dall’incontro tra il presidente russo, Vladimir Putin, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Il vertice, il quale si terrà nel formato Normandia per il ripristino della pace in Ucraina, è programmato per il 9 dicembre.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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