Francia: accuse di terrorismo per estremista di destra

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 17:19 in Europa Francia

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Un attivista francese di estrema destra, Remi Falize, è stato accusato di terrorismo e istigazione alla violenza.

È quanto si apprende da Al Jazeera English, il quale aveva filmato un atto di violenza commesso dal giovane francese grazie a un corrispondente infiltrato per girare un documentario sull’odio razziale, Generation Hate, rilasciato nel dicembre 2018.

Nello specifico, il giornalista sotto copertura aveva ripreso Falize mentre assaliva una ragazza francese di 14 anni per le strade di Lille, nel Nord della Francia, dove risulta attivo Generation Identity, un gruppo di estrema destra di cui Falize faceva parte. Nel corso dell’assalto, l’estremista francese, di 32 anni, colpiva il capo dell’adolescente per 4 volte, armato di guanti tattici con nocche rinforzate in plastica, giustificando il proprio atto di violenza dichiarando: “Ragazze o meno, sono in ogni caso arabi”.

Nel corso del documentario di Al Jazeera English, inoltre, si può ascoltare l’estremista ammettere di poter compiere una “carneficina”, la quale avrebbe come obiettivo una moschea o il mercato di Wazemmes, frequentato principalmente dalla comunità musulmana di Lille.

Le accuse contro Falize sono emerse a seguito di un processo penale in corso a Lille, il quale vede come imputati anche un altro estremista di destra, Etienne “Il Rosso” Vanhalwyn, di 23 anni, e Guillaume Dumont Saint Priest, di 31 anni.

Nel corso del processo, anche Vanhalwyn è stato accusato di incitamento all’odio razziale e di violenza e aggressione a mano armata per l’atto di violenza commesso ai danni della 14enne di Lille. L’individuo, inoltre, era in precedenza stato ripreso in un bar, dove brindava in atteggiamenti filonazisti con altri militanti di estrema destra.

In virtù dei nuovi capi d’accusa, gli avvocati difensori dei tre estremisti hanno richiesto un rinvio del processo al maggio 2020.

Generation Identity è un gruppo di giovani attivisti di estrema destra diffuso in tutto il continente europeo. Il New York Times informa che l’organizzazione è sotto attenta osservazione da parte dei servizi segreti dei Paesi europei. I militanti del gruppo, riporta il quotidiano, risultano essere il risultato di un cambio di immagine che l’estrema destra ha cercato di portare avanti nel corso degli anni. Nello specifico, i giovani attivisti risultano distanti dai naziskin, rispetto ai quali sono maggiormente istruiti e meno rabbiosi. Il gruppo, secondo il New York Times, si concepisce parte attiva di una controrivoluzione, portata avanti da una rete crescente di attivisti appartenenti alla classe politica, al mondo dell’editoria, alla società civile e all’imprenditoria. L’obiettivo del gruppo è l’abbandono del liberalismo e l’allontanamento degli immigrati non-europei dai territori dove risultano attivi.

Fino al dicembre 2018, il New York Times rivela che in Germania il gruppo contava circa 500 militanti, cifra che poteva crescere fino a poche migliaia nel complesso in Europa. Tuttavia, secondo quanto segnalato dagli analisti, risulta molto più elevato il numero dei sostenitori e simpatizzanti di Generation Identity.

Le attività del gruppo risultano molto diffuse e amplificate sui social network, nonostante Facebook abbia privato Generation Identity della loro piattaforma di propaganda e raccolta fondi. Contrariamente al social network di Mark Zuckerberg, altri canali continuano ad essere utilizzati dal gruppo, principalmente attivo su Youtube, Twitter e Vkontakte (VK), piattaforma russa, dove i loro messaggi sono amplificati anche grazie a un’immagine accattivante.

A tale riguardo, il responsabile dell’intelligence della Turingia, uno stato centrorientale della Germania, Stephan Kramer, ha dichiarato che il gruppo è stato in grado di dare un volto amichevole all’estremismo.

I militanti del gruppo, spiega il New York Times, studiano i movimenti di resistenza non violenti, tra cui quello di Ghandi, e vivono in una comune, dove pianificano proteste di grande rilevanza simbolica, in grado di attirare l’attenzione dei media.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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