Colombia: continuano le proteste contro Duque

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 9:08 in America Latina Colombia

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Le proteste iniziate due settimane fa contro la politica economica del governo di Iván Duque non hanno perso forza con il passare dei giorni. Il terzo sciopero nazionale indetto dal 21 novembre a oggi in Colombia ha riunito mercoledì 4 dicembre decine di migliaia di persone nelle principali città del paese. I leader sindacali e studenteschi hanno optato ancora una volta per la formula dello sciopero generale. Era una scommessa di incerto successo in una società poco abituata a sostenere questo tipo di mobilitazioni nel tempo. Mentre l’adesione dei lavoratori allo sciopero è stata meno massiccia che nelle due occasioni precedenti, studenti e altre categorie hanno riempito le piazze e le dimostrazioni continuano.

La maggior parte dei negozi di Bogotá è rimasta aperta mercoledì. Tuttavia, colonne molto diverse di manifestanti non si sono arrese e hanno marciato per tutta la mattina in modo in massima parte pacifico, secondo le stesse autorità. Il direttore della polizia, Óscar Atehortúa, ha riferito di 154 menifestazioni su tutto il territorio, 80 concentrazioni e 50 marce. “Ma anche blocchi stradali in alcuni punti” come a Cali, ha avvertito. La decisione di convocare lo sciopero è stata adottata dal cosiddetto Comitato nazionale per la disoccupazione dopo che la seconda riunione del tavolo di dialogo con il governo è fallita martedì. In ogni caso, le parti dovrebbero sedersi  nuovamente al tavolo negoziale oggi, 5 dicembre.

Sulla carretera Séptima, una delle arterie principali della capitale, all’altezza del Parco Hippies, una piazza che è diventata l’epicentro delle mobilitazioni si sono riuniti diversi gruppi di studenti, musicisti, collettivi femministi. Al centro, le padelle e le casseruole, simbolo classico della protesta latinoamericana, hanno lasciato il posto alle canzoni indigene e le strade erano piene di bandiere e poporos (oggetti tradizionali per lavorare la foglia di coca) delle comunità indigene della Colombia che hanno aderito alle manifestazioni. Da Cauca, nel sud-ovest del paese, sono arrivati nella capitale 550 membri della guardia indigena che hanno guidato la mobilitazione e sono stati acclamati dai manifestanti entrando in Plaza de Bolívar. Avevano viaggiato per 20 ore in autobus tradizionali, noti come Chivas, per unirsi alle proteste Nel loro caso, chiedono che il governo li ascolti e fermi le violenze in corso nell’area indigena, che hanno provocato negli ultimi mesi la morte di almeno 130 membri delle loro comunità.

Dietro le proteste dei manifestanti c’è un disagio alimentato dal divario salariale, dalla disuguaglianza e dalla politica economica del governo. La pace e il malessere per le azioni delle forze di sicurezza si aggiungono a queste preoccupazioni.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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