Cipro: le trivellazioni della Turchia arrivano all’Aia

Pubblicato il 5 dicembre 2019 alle 19:31 in Cipro Turchia

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Il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, ha dichiarato l’intenzione di adire la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia contro la Turchia per le trivellazioni portate avanti a largo delle coste di Nicosia.

È quanto rivelato, giovedì 5 dicembre, da The Associated Press, il quale ha altresì riportato le parole di Anastasiades, il quale ha sottolineato che l’intenzione di rivolgersi all’Aia fa parte dell’impegno del suo governo ad impiegare tutti i mezzi legali esistenti in difesa dei diritti di sovranità di cui Cipro dispone.

Reuters rivela che Cipro ha scoperto di possedere giacimenti di gas naturale nel 2011, ma al momento si trova al centro delle tensioni con la Turchia sorte per via dell’attribuzione della sovranità sulle zone marittime, dove Cipro ha già consentito ad aziende internazionali di condurre esplorazione di gas e petrolio.

La Turchia, invece, la quale, ha annunciato Anastasiades, ha già ricevuto la notifica presso la sua rappresentanza diplomatica ad Atene, non riconosce Cipro come Stato e per tale motivo reclama la sovranità su gran parte delle acque della Zona Economica Esclusiva di Nicosia, dove conduce esplorazioni di gas naturale dallo scorso mese di maggio. Per giustificare la propria condotta, rivela Reuters, Ankara sostiene di agire nella propria area di competenza, o quanto meno in quella della Repubblica Turco-cipriota, riconosciuta soltanto dalla Turchia.

In tale clima, per porre fine a tale disputa, il leader di Cipro ha dovuto fare ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia, istituzione in grado di rilasciare decisioni vincolanti per i Paesi che riconoscono la sua giurisdizione.

Tuttavia, Reuters rivela che la Turchia non ha accettato la notifica presso la sua rappresentanza diplomatica di Atene. In risposta, ha rivelato Anastasiades, la lettera di notifica è stata inviata presso un altro indirizzo. In ogni caso, ha spiegato il leader cipriota, Nicosia è in possesso della conferma della ricezione, elemento che basta per presentarsi dinanzi la corte. Stando a quanto riportato, la notifica in merito alla convocazione presso la corte dell’Aia è stata inviata via FAX.

La disputa tra Grecia e Turchia in merito alle trivellazioni che la Turchia conduce a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale, risorsa che Nicosia già vende a Egitto e Israele, va avanti dallo scorso 3 maggio. In tale data erano partite le prime trivellazioni, e risultano tuttora in corso, con la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro, all’interno di un’area marittima al centro di una disputa territoriale. Il 2 giugno, inoltre, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione per compiere trivellazioni di idrocarburi a largo di Cipro, la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato tali acque per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva nelle acque a largo di Cipro lo scorso 5 ottobre.

La disputa energetica tra il governo greco-cipriota e la Turchia si inserisce nell’ambito della più ampia questione cipriota, ossia la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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