Ucraina, Zelenskij: non ho mercanteggiato aiuti militari con Trump

Pubblicato il 4 dicembre 2019 alle 6:30 in USA e Canada Ucraina

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La questione dell’assistenza militare USA a Kiev e le indagini sulle attività di Hunter Biden in Ucraina non erano collegate tra loro e non sono state oggetto di “mercanteggio” durante la conversazione telefonica tra i presidenti di Ucraina e Stati Uniti lo scorso luglio che ha dato via alo scandalo noto come “Ucrainagate” per cui il capo dello stato americano è oggetto di un procedimento di impeachment in corso al parlamento statunitense. È quanto ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskij.

“Per quanto riguarda le relazioni con gli Stati Uniti, non voglio che Washington ci consideri alla stregua di mendicanti, ma bisogna capire che siamo in guerra e se sei il nostro partner strategico, non dovresti bloccare alcun aiuto… Non si tratta di mercanteggiare favori personali, per carità, questa storia è a parte” – ha detto Zelenskij in un’intervista rilasciata a diverse pubblicazioni europee. Il presidente ucraino ha sottolineato che non voleva che l’Ucraina fosse considerata una valuta di scambio tra le grandi potenze, ma piuttosto uno stato sovrano per Stati Uniti, Russia e Cina ed ha ribadito che questo non ha niente a che fare con le indagini sulle attività del figlio del pre-candidato democratico alla presidenza USA ed ex-vicepresidente Joe Biden nel paese. 

“Voglio che gli Stati Uniti ci aiutino e comprendano che siamo uno stato sovrano, che non è disposto ad accettare alcun accordo che ci riguardi fatto alle nostre spalle” – ha detto Zelenskij.

L’assistenza militare degli Stati Uniti a Kiev è uno dei dettagli scomodi per Trump nel processo di impeachment che i democratici hanno avviato contro di lui. I democratici sostengono che Trump abbia condizionato gli aiuti militari all’Ucraina a un’indagine su presunti casi di corruzione nelle attività imprenditoriali in Ucraina dell’ex vicepresidente Joe Biden, che secondo i sondaggi è ad oggi il candidato meglio posizionato per diventare il suo principale rivale alle elezioni del 2020, e del figlio Hunter.

Il coinvolgimento di Zelenskij nello scandalo ha fortemente danneggiato l’immagine del presidente ucraino all’estero e in particolare negli Stati Uniti, ma non in patria, dove, dopo un primo momento, il cosiddetto “Ucrainagate” non ha avuto grande eco.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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