La Germania aiuterà l’Afghanistan a raggiungere la pace

Pubblicato il 4 dicembre 2019 alle 17:01 in Afghanistan Germania

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Il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, si è recata in visita a Kabul e ha dichiarato che la Germania aiuterà l’Afghanistan a raggiungere la pace. 

Tali dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa a Kabul. Il ministro ha poi affermato che spera che i risultati delle elezioni afghane vengano annunciati in un futuro prossimo, con l’auspicio che la parte vincente venga accettata da tutti gli attori interessati. La rappresentante ha anche affermato che Berlino aiuterà l’Afghanistan a raggiungere la pace. “Speriamo che i risultati delle elezioni libere che si sono svolte siano presto annunciati e che tutte le parti interessate li accettino in modo che si formi un governo forte che possa rafforzare i negoziati di pace”, ha affermato Karrenbauer. Ha anche parlato della disponibilità della Germania ad estendere la missione di quasi 1.000 truppe tedesche in Afghanistan. “Abbiamo un obiettivo condiviso ed è che il popolo afgano dovrebbe vivere in un ambiente sicuro”, ha riferito.

Funzionari del Ministero degli Affari Esteri dell’Afghanistan affermano che la Germania aveva precedentemente compiuto sforzi efficaci in relazione alla pace in Afghanistan. Pertanto, il governo afgano spera che Berlino compia ulteriori passi in tale direzione. Sottolineando il ruolo della Cina e degli Stati Uniti nel Paese, Gran Hewad, portavoce del Ministero degli Affari Esteri, parlando ai giornalisti in una conferenza stampa, ha lodato sia le azioni di Pechino, sia quelle di Washington. Secondo Hewad, anche la Germania è tra i Paesi che hanno collaborato con Kabul in vari campi.

Tuttavia, alcuni rappresentanti afghani sostengono che continuare ad affidarsi ad altri Paesi non sia la giusta via da perseguire. “Dato che i talebani hanno ripetutamente rifiutato di tenere colloqui diretti con l’Afghanistan e non sono pronti a farlo, nessun Paese nella regione e nel mondo ha il diritto di ospitare il gruppo per la pace in assenza del governo afgano”, ha dichiarato un membro della Commissione per gli Affari Internazionali per la Camera Bassa del Parlamento. Tuttavia, i rapporti tra Kabul e Berlino sembrano estremamente positivi. “La Germania è uno degli alleati del governo afgano e ha fornito una grande assistenza al Paese”, ha affermato Ali Kazimi, membro della Commissione della Camera Bassa per le relazioni internazionali. 

Intanto, le continue violenze in Afghanistan stanno mettendo in dubbio la possibilità di instaurare un processo di pace duraturo, tramite un dialogo con i talebani, il gruppo militante islamista più letale del Paese. Le speranze di tornare al dialogo con le forze anti-governative erano aumentate a seguito della liberazione di 3 leader del gruppo, in cambio del rilascio 10 forze di sicurezza afghane e 2 ostaggi occidentali, entrambi professori, un americano e un australiano, effettuato il 19 novembre. Lo scambio di prigionieri è stato mediato, in parte, dall’inviato speciale statunitense, Zalmay Khalilzad. Il rappresentante USA aveva negoziato un accordo tra Stati Uniti e talebani, a settembre 2019, che avrebbe dovuto prevedere il ritiro delle truppe americane. Tuttavia, i colloqui a tale riguardo sono stati bruscamente interrotti.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione dei negoziati, l’8 settembre, Trump aveva citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, sono state uccise. Lo scambio di prigionieri del 18 novembre, tuttavia, potrebbe rappresentare un passo verso il riavvio dei colloqui tra Stati Uniti e talebani, secondo quanto riferisce il New York Times. Il quotidiano, tuttavia, sottolinea che gli Stati Uniti hanno recentemente ridotto il numero di truppe in Afghanistan di 2.000 unità, potenzialmente diminuendo la propria influenza in eventuali negoziati futuri con i talebani. Oggi, nel Paese asiatico, sono presenti tra i 12.000 e i 13.000 soldati statunitensi. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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