Immigrazione: sbarco di 121 migranti a Pozzallo e Messina

Pubblicato il 4 dicembre 2019 alle 17:19 in Immigrazione Italia

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I migranti a bordo della Alan Kurdi e della Ocean Viking hanno ricevuto l’autorizzazione del Ministero dell’Interno a sbarcare in Italia.

È quanto rivelato, martedì 3 dicembre, dal Viminale, il quale ha altresì aggiunto che l’autorizzazione è giunta in seguito all’attivazione, da parte della Commissione europea, della procedura per ricollocare i migranti che nel frattempo hanno completato, mercoledì 4 dicembre, le operazioni di sbarco.

Nello specifico, Messina è stato il luogo selezionato per lo sbarco dei 61 migranti a bordo della Alan Kurdi, l’imbarcazione per il soccorso in mare gestita dalla ONG tedesca Sea-Eye. I migranti, secondo quanto si apprende dal profilo Twitter della ONG tedesca, erano stati tratti in salvo nel corso di operazioni distinte. Il primo salvataggio era avvenuto il 28 novembre, quando 44 migranti, di cui 3 infanti e 21 donne, inclusa una in stato di gravidanza, erano stati salvati dopo essere stati intercettati a bordo di un gommone nelle acque del Mediterraneo centrale. Circa 5 ore dopo, nella stessa giornata, la squadra di ricerca e salvataggio della Alan Kurdi ha intercettato un secondo gommone in difficoltà, anch’esso nelle acque del Mediterraneo centrale, il quale aveva a bordo altri 40 migranti, di cui 3 infanti e una donna in condizioni di salute critiche. 

Gli 84 migranti a bordo della nave erano stati sottoposti alle necessarie cure mediche ma, vista la gravità delle condizioni di alcuni di essi, l’equipaggio aveva il giorno stesso richiesto con urgenza l’evacuazione dei migranti dallo stato di salute maggiormente compromesso. Come conseguenza, il giorno successivo, 7 migranti, di cui 4 adulti, 2 neonati e un bambino, erano stati evacuati e portati a Lampedusa, facendo scendere il totale dei migranti a bordo della nave a 77.

Il quadro clinico dei migranti a bordo della nave è continuato, tuttavia, a peggiorare. Per tale ragione, l’equipaggio aveva richiesto, il 30 novembre, l’evacuazione di altri 8 migranti, i quali erano stati trasferiti nella sera stessa a Lampedusa. In seguito a tale trasferimento, vi erano 69 migranti a bordo, divenuti 61 dopo una terza evacuazione, la quale aveva riguardato altri 8 migranti, trasferiti il 2 dicembre.

A Pozzallo, invece, sono sbarcati i 60 migranti a bordo della Ocean Viking, l’imbarcazione gestita dalla ONG francese SOS Mediterranée e Medici Senza Frontiere. Tali migranti, secondo quanto rivelato dalla ONG francese, erano stati tratti in salvo nella notte del 28 novembre. I 60 migranti, di cui 19 minori, incluso un neonato di 3 mesi, si trovavano a bordo di una imbarcazione di legno a circa 60 miglia nautiche dalle coste della Libia. SOS Mediterranée aggiunge, inoltre, che molti dei 60 sopravvissuti hanno ricevuto le necessarie cure a bordo della Ocean Viking da parte dei medici della ONG Medici Senza Frontiere.

Prima di ricevere l’autorizzazione allo sbarco, la Ocean Viking aveva richiesto un luogo sicuro dove sbarcare al centro libico di coordinamento dei soccorsi. Tuttavia, non avendo ricevuto risposta, la richiesta era stata inoltrata anche alle autorità di Malta e dell’Italia. In attesa di ricevere un riscontro, la Ocean Viking si era stanziata tra Malta e Italia.

Stando a quanto rivelato, i migranti verranno ridistribuiti tra i Paesi dell’UE che hanno dato disponibilità ad accoglierli, tra cui la Germani e la Francia, in linea con quanto stabilito con l’accordo di Malta.

Tale accordo era stato siglato lo scorso 23 settembre nel corso di un vertice tenutosi tra Italia, Malta, Francia e Germania, le quali avevano concordato di voler porre fine alle prolungate trattative tra Stati che hanno causato il blocco, talvolta per settimane, di imbarcazioni con a bordo centinaia di persone in cerca di asilo. Tra le principali misure sancite dall’accordo rientrano l’obbligatorietà della redistribuzione dei migranti e l’impiego di “tempi rapidi”, ovvero circa 4 settimane, per i ricollocamenti e la redistribuzione sia di chi ha ottenuto lo status di rifugiato, sia della totalità dei richiedenti asilo.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio all’1 dicembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 114.244, di cui 93.427 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1.162, di cui 743 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 348 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 71 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 2 dicembre 2019, sono giunti 62.847 migranti in Grecia, 28.431 in Spagna, 10.882 in Italia, 6.812 a Cipro e 3.405 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 15%. 

Per quanto concerne gli arrivi in Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 4 dicembre 2019 sono sbarcati in Italia  10.960 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, rappresentano il 52,42% in meno. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dalla Tunisia, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio, dall’Algeria, dall’Iraq, dal Bangladesh, dal Sudan, dall’Iran, dalla Guinea e dalla Nigeria. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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