Egitto ed Emirati pronti ad affrontare le crisi regionali

Pubblicato il 4 dicembre 2019 alle 16:18 in Egitto Emirati Arabi Uniti

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L’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno entrambi sottolineato l’esigenza di agire per affrontare le crisi che attualmente interessano il Medio Oriente ed il Nord Africa.

Ciò è stato affermato, il 3 dicembre, nel corso di una conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ed il suo omologo emiratino, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, in cui sono stati presi in esame gli ultimi sviluppi relativi alle crisi nell’area MENA, e, in particolare, in Siria e Libia. Di fronte allo scenario attuale, le due parti si sono dette concordi nel rafforzare la cooperazione nel quadro della lotta al terrorismo e all’estremismo.

Inoltre, Il Cairo ed Abu Dhabi hanno affermato la propria volontà di collaborare per raggiungere una soluzione politica alle crisi che caratterizzano lo scenario mediorientale e di soddisfare le aspettative e le aspirazioni delle popolazioni dei diversi Paesi arabi, così che possano vivere in condizioni di dignità e stabilità. In tale quadro, è stata altresì evidenziata la necessità di frenare i tentativi da parte dei Paesi esterni di interferire negli affari interni del mondo arabo e, al tempo stesso, Shoukry e Bin Zayed si sono detti disposti ad intensificare la comunicazione con l’intera comunità internazionale nel breve termine, in modo da portare pace e stabilità in alcuni Paesi specifici, Libia in primis.

Anche il 13 novembre scorso, Egitto ed Emirati avevano discusso del panorama politico regionale e delle situazioni di crisi che lo caratterizzano, nel corso di una visita del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, negli UAE. In quell’occasione è stato messo in luce come gli Emirati rappresentano, attualmente, il Paese che investe maggiormente nel mercato egiziano, con un investimento complessivo pari a 6.8 miliardi di dollari. Inoltre, sono 1141 le aziende finanziate da Abu Dhabi in Egitto, che operano in diversi settori. Nel 2018, il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi ha raggiunto 3.3 miliardi di dollari, rispetto ai 2.2 miliardi del 2015. Nel medesimo anno, le esportazioni egiziane negli Emirati sono ammontate a circa 2 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono state di circa 1.3 miliardi.

Circa la questione libica, gli Emirati Arabi Uniti hanno fornito aiuti militari al generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, negli ultimi quattro anni, in quasi tutte le sue guerre a Bengasi, Derna e nella regione meridionale della Libia, e lo stanno attualmente supportando nella sua offensiva contro Tripoli. Il Ministro degli Esteri degli UAE, Anwar Gargash, ha affermato che il proprio Paese sostiene Haftar nelle operazioni riguardanti la lotta al terrorismo e ai gruppi estremisti, sostenuti dalla Turchia. Al-Sisi è, a sua volta, un sostenitore dell’uomo forte di Tobruk, considerato un baluardo contro la minaccia islamista, soprattutto a seguito della sua missione nel Sud della Libia.

All’interno del panorama mediorientale, Emirati ed Egitto sono, accanto ad Arabia Saudita e Bahrein, tra i Paesi fautori del blocco contro il Qatar che, a partire dal 5 giugno 2017, ha dato vita alla cosiddetta “crisi del Golfo”. In particolare, è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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