Cina e Corea del Sud annunciano la “completa normalizzazione” dei rapporti

Pubblicato il 4 dicembre 2019 alle 17:34 in Cina Corea del Sud

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La Corea del Sud e la Cina hanno concordato di rafforzare gli scambi diplomatici e culturali per “normalizzare completamente” i rapporti, che si erano inaspriti a seguito dell’acquisto di sistemi antimissilistici statunitensi nel 2017. 

Durante la sua prima visita in Corea del Sud in oltre quattro anni, il consigliere di Stato cinese, Wang Yi, ha incontrato il ministro degli Esteri sudcoreano Kang Kyung-wha e terrà un colloquio, giovedì 5 dicembre, con il presidente Moon Jae-in. Le relazioni tra i due Paesi sono state tese a seguito di una disputa scoppiata con l’installazione del sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defence) degli Stati Uniti in Corea del Sud. I cattivi rapporti con la Cina hanno causato una diminuzione degli scambi commerciali e un forte crollo delle industrie turistiche, cosmetiche e di intrattenimento della Corea del Sud.

Durante l’incontro del 4 dicembre, Kang e Wang hanno deciso di cambiare rotta e hanno concordato che terranno il primo incontro di un comitato vice-ministeriale congiunto sugli scambi interpersonali “in un prossimo futuro”. I due Paesi hanno anche intenzione di creare un tavolo per gli affari marittimi, secondo quanto ha affermato il Ministero degli Esteri della Corea del Sud in una nota. “Entrambe le parti hanno concordato che le relazioni dovrebbero essere riportate su un’orbita normale e dovrebbero essere completamente normalizzate”, ha riferito ai giornalisti un funzionario del Ministero, dopo l’incontro.

Il THAAD è stato fornito alla Corea del Sud per difendersi dalla minaccia nordcoreana. Questo aveva provocato una dura reazione della Cina, che temeva che i suoi sensori potessero penetrare lo spazio aereo cinese. Pechino non era favorevole al fatto che la Lockheed Martin, il principale produttore di armi americano, fosse il costruttore del sistema THAAD. La situazione relativa ai negoziati tra USA e Corea del Nord è in stallo e anche i rapporti statunitensi con la Cina non sono positivi. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, invece, è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Ulteriori aumenti delle tariffe sono stati implementati durante i mesi successivi, in una continua escalation. Oggi dopo ben oltre un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, i coltivatori e allevatori statunitensi stanno fortemente soffrendo la diminuzione delle esportazioni di soia e maiale verso la Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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