Argentina: Cristina Kirchner contro la magistratura

Pubblicato il 4 dicembre 2019 alle 8:44 in America Latina Argentina

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Cristina Fernández de Kirchner ritiene che la giustizia argentina sia corrotta e che le cause legali contro di lei corrispondano a “un piano ordinato” dal governo di Mauricio Macri. La ex-presidente ha approfittato della sua apparizione davanti al Tribunale federale numero 2, accusata in una causa per presunte irregolarità nell’aggiudicazione di appalti per lavori pubblici, per lanciare una feroce critica ai magistrati che la hanno ascoltata e all’intera magistratura. Ha chiamato i pubblici ministeri “corsari” e ha proclamato che la causa non era altro che “un polverone mediatico”. Il tono minaccioso ha acquisito una particolare rilevanza a causa del fatto che Cristina Fernández assumerà la prossima settimana la vicepresidenza del paese.

Colei che è stata presidente dell’Argentina per otto anni, e sarà vicepresidente dal prossimo 10 dicembre, ha accumulato una rabbia profonda contro i giudici. Questo è stato chiaro nella sua dichiarazione di lunedì 2 dicembre. Cristina Fernández de Kirchner voleva che il suo attacco avesse un’eco ancora maggiore ed ha chiesto fino all’ultimo momento, senza successo, che la sua dichiarazione fosse trasmessa in diretta televisiva. I magistrati hanno rifiutato, sebbene abbiano autorizzato la trasmissione in differita, come ha affermato la ex-presidente, delle precedenti sessioni in cui erano dettagliate le accuse della Procura nei suoi confronti.

“Non solo è stato trasmesso l’intero processo istruttorio, ma è stato oggetto di 20 milioni di programmi televisivi”, ha detto. “Ci sono state cinque udienze complete trasmesse in diretta e nei passaggi più aspri dell’accusa dei procuratori veniva inquadrata puntualmente la mia faccia. Questo è lawfare, guerra legale, con i media che pubblicizzano cose che non sono incluse nell’inchiesta o che non sono un crimine per conformarsi all’opinione pubblica e con i giudici che non hanno altra alternativa che condannare. È costruire tramite i media ciò che i procuratori possono verificare legalmente” – ha attaccato Cristina Fernández.

L’ex presidente e futura vicepresidente ha accusato il governo uscente di Mauricio Macri di aver utilizzato l’ufficio anticorruzione (OA) e l’Unità d’informazione finanziaria (UFI) per promuovere accuse contro di lei e ha ricordato che i titolari di entrambe le istituzioni non avevano un passato limpido. Laura Alonso, dell’OA, non è un avvocato, una laurea richiesta dalla legge per ricoprire l’incarico, e Macri ha promulgato un decreto ad hoc per modificare tale requisito. Mariano Federici, dell’UFI, proviene dalla banca HSBC, e in passato è stato accusato di riciclaggio di denaro ed ha ancora una causa pendente in Argentina.

L’udienza si è incentrata su presunte irregolarità commesse in 51 opere di infrastruttura pubblica nella provincia di Santa Cruz, in Patagonia, un feudo tradizionale dei coniugi Kirchner. Secondo i pubblici ministeri, l’ex presidente ha sistematicamente favorito l’azienda dell’amico Lázaro Báez, anch’egli sotto inchiesta, così come gli ex alti funzionari Julio de Vido e José López.

Il presidente eletto del paese, Alberto Fernández, ha commentato le dichiarazioni della sua futura vice definendole “una dichiarazione di difesa meravigliosa”. “Se mi avessero fatto quello che stanno facendo a lei – ha affermato Fernández – io sarei furibondo”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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