Trump impone dazi contro Brasile e Argentina

Pubblicato il 3 dicembre 2019 alle 6:30 in Argentina Brasile USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Washington ripristinerà i dazi sull’acciaio e sull’alluminio provenienti da Brasile e Argentina, come contromisura alle svalutazioni del real brasiliano e del peso argentino che, secondo la Casa Bianca, danneggiano l’agricoltura statunitense rendendola poco competitiva.

“Il Brasile e l’Argentina hanno provveduto a una massiccia svalutazione delle loro valute, il che non va bene per i nostri agricoltori. Pertanto, con effetto immediato, ripristinerò le tariffe su tutto l’acciaio e l’alluminio che viene spedito negli Stati Uniti da quei paesi” – ha scritto su twitter il presidente statunitense.

Il presidente ha colto l’occasione per affermare che la Federal Reserve dovrebbe prendere misure in modo che altri paesi non possano trarre vantaggio da un dollaro forte che svaluta le loro valute nazionali.

La mossa di Trump rappresenta un duro colpo per Brasilia e Buenos Aires, seppur per differenti ragioni.

Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha improntato la sua politica estera a una stretta alleanza con Donald Trump praticamente in tutti i campi, dal cambiamento climatico alla crisi in Venezuela, dalle migrazioni alle relazioni con Cuba. La decisione di Washington di introdurre dazi sull’acciaio e l’alluminio brasiliani rappresentano quindi innanzitutto una sconfitta diplomatica per il governo di Brasilia, e sono inoltre una seria minaccia sulla debole ripresa economica del gigante sudamericano (+0,8% nel 2019), dopo anni di recessione o crescita zero.

L’Argentina, in piena fase di transizione post-elettorale, ha nell’export l’unica voce positiva di un’economia in rosso da oltre 20 mesi. I dazi indeboliscono ulteriormente i margini di manovra del prossimo governo di Buenos Aires, che si insedierà il 10 dicembre. Inoltre la crisi argentina è stata provocata, in massima parte, dalla debolezza del peso confronto al dollaro. Assieme alla Lira turca e al Rand sudafricano, il peso argentino è la valuta che maggiormente ha subito il contraccolpo del “dollaro forte” negli ultimi due anni, tanto che funzionari del governo di Buenos Aires hanno definito “paradossale” la motivazione del presidente Trump di varare dazi contro l’acciaio e l’alluminio argentini. 

I metalli, puri o lavorati, rappresentano il 15% delle esportazioni del Brasile verso gli Stati Uniti, ma acciaio e alluminio rappresentano poco meno di un terzo di tale cifra. Globalmente gli USA sono destinazione dell’11% dell’export di Brasilia, per un valore totale di 25 miliardi di dollari. 

L’Argentina, invece, esporta metalli negli Stati Uniti per il 17% del totale delle sue esportazioni nel paese nordamericano, di questa quota, oltre la metà è rappresentata da alluminio. Globalmente gli USA sono destinazione del 9% dell’export argentino, per 4,6 miliardi di dollari in totale.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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