Siria: più di 60 vittime civili a Idlib

Pubblicato il 3 dicembre 2019 alle 9:40 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sono più di 60 i civili morti e feriti nella giornata del 2 dicembre nel governatorato di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria.

Le vittime sono state causate da bombardamenti aerei ad opera delle forze del regime siriano, coadiuvate da Mosca. Secondo quanto riferito da fonti della Difesa civile, la città di Maarat al-Numan ha assistito alla morte di 10 civili, tra cui due donne, mentre almeno altre 6 vittime sono state causate da un bombardamento contro una prigione situata nella periferia di Idlib, avvenuto nell’orario dedicato alle visite dei familiari dei detenuti. A detta di fonti locali, tra i morti vi sono anche una donna e due bambini.

Un altro civile è poi deceduto a Saraqib, città situata nell’Est della provincia di Idlib, mentre un ultimo attacco ha preso di mira il villaggio al-Kanais. Il numero di feriti totali ammonta a 50, tra cui 6 bambini e 5 donne. L’offensiva del 2 dicembre, secondo quanto rivelato da fonti della Difesa civile siriana, ha colpito villaggi, mercati ortofrutticoli e strutture ed abitazioni civili, causando distruzione ed ingenti danni materiali. A detta della medesima fonte, in totale, sono stati 53 i raid aerei condotti da aerei da guerra russi, mentre gli elicotteri del regime hanno lanciato circa 25 barili esplosivi verso l’area rurale ed i villaggi di Idlib.

Le forze del regime stanno provando ad avanzare verso gli assi di combattimento a Sud e ad Est del governatorato di Idlib, ma numerose sono state le perdite subite tra le proprie file negli ultimi giorni, a causa dei combattimenti contro le forze di opposizione. Uno degli ultimi attacchi ad Idlib si è verificato l’11 novembre scorso, quando l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha riferito della morte di 7 civili, tra cui 3 bambini, a Kafar Ruma, nell’area rurale meridionale del governatorato.

La Siria è testimone di un perdurante conflitto civile che ha avuto inizio il 15 marzo 2011. A causa della guerra, metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. L’area Nord-occidentale, tra cui Idlib, rappresenta l’ultima porzione di territorio ancora nelle mani dei ribelli.

Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Dopo circa quattro mesi di combattimenti e 950 civili morti, il 30 agosto, l’esercito russo aveva reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale nella regione Nord-occidentale di Idlib, che avrebbe rispettato anche il regime siriano a partire dalla mattina di sabato 31 agosto. Si tratta di una regione con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra. Tuttavia, già a partire dal 10 settembre, tale tregua è stata violata.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.