Nuove pressioni della Corea del Nord sugli Stati Uniti

Pubblicato il 3 dicembre 2019 alle 10:42 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord, il 2 dicembre, ha lanciato una velata minaccia agli Stati Uniti affermando che Washington deve decidere quale “regalo” vuole per Natale, in riferimento alla scadenza di fine anno imposta da Pyongyang. 

Ri Thae Song, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord, responsabile degli Affari con gli Stati Uniti, ha accusato Washington di essere “appassionato nel guadagnare tempo”. “Il dialogo propagandato dagli Stati Uniti non è, in sostanza, nient’altro che uno sciocco trucco per mantenere la Corea del Nord legata ai negoziati, usandoli a proprio favore nelle elezioni statunitensi”, ha affermato Ri in una nota. “Ciò che resta da fare ora lo decidono gli Stati Uniti, sta interamente a loro capire quale regalo di Natale vorranno ottenere”, ha aggiunto. Ri ha poi chiesto che si avvii “un dialogo sostenuto e sostanziale”, a seguito dell’ultimo test della Corea del Nord. 

Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha espresso “grande soddisfazione” per l’ultimo test missilistico, che ha supervisionato personalmente. Il Joint Chiefs of Staff (JCS) della Corea del Sud ha riferito che il lancio è partito dalla città costiera orientale di Yonpo, intorno alle 17:00, ora locale. I razzi hanno viaggiato per 380 km e hanno raggiunto un’altitudine di 97 km, secondo il JCS.Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha affermato che il lancio non rappresenta una minaccia solo per il Giappone, ma anche per tutta la regione. Tuttavia, il Ministero della Difesa ha specificato che il missile non è entrato nello spazio aereo giapponese o nella sua zona economica esclusiva. “Resteremo in stretto contatto con gli Stati Uniti, la Corea del Sud e la comunità internazionale per monitorare la situazione”, ha riferito Abe ai giornalisti. Il lancio è il primo dal 31 ottobre, quando la Corea del Nord ha testato quello che definisce “lanciarazzi multipli super”, utilizzati anche nei test condotti in agosto e settembre, supervisionati dal leader nordcoreano stesso, Kim Jong Un. L’esercito della Corea del Sud ha espresso “forte rammarico”, sollecitando Pyongyang a smettere di alimentare la tensione militare.”Tali atti da parte della Corea del Nord non sono utili agli sforzi volti ad allentare la tensione nella penisola coreana”, ha affermato Jeon Dong-jin, direttore delle operazioni del JCS.

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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