Italia, Terrorismo: espulsi 2 sospetti jihadisti

Pubblicato il 3 dicembre 2019 alle 9:04 in Europa Italia

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Due sospetti terroristi, di cui un cittadino marocchino e uno bengalese, sono stati espulsi dall’Italia. È quanto rivelato, lunedì 2 dicembre, dal Ministero dell’Interno, il quale ha altresì rivelato i dettagli dei due sospetti terroristi.

Il primo, Mohamed Bendafi, originario del Marocco, è un 24enne residente a Torino, espulso perché attivo nella radicalizzazione jihadista sul web. Nello specifico, secondo le indagini compiute dal Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri, Bendafi era molto attivo sui social network, dove condivideva video di propaganda jihadista, in seguito rimossi dalle piattaforme perché invitavano esplicitamente i potenziali combattenti a recarsi in Siria per unirsi al jihad.

Le indagini che hanno portato all’espulsione di Bendafi erano state avviate nel 2017, nell’ambito di un procedimento penale avviato presso il tribunale di Torino. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, il cittadino marocchino si era radicalizzato ed era collegato ad un suo connazionale, già arrestato dai ROS nell’aprile 2017 con l’operazione “JBook Primo” e condannato per partecipazione ad associazione terroristica e istigazione a delinquere.

Il secondo cittadino espulso, invece, originario del Bangladesh, Jounayed Ahmed, 19enne, era un imam radicale in una associazione culturale di Padova, dove viveva. Nello specifico, il Ministero rivela che Ahmed era un imam e insegnante di religione presso l’associazione “Bangladesh Cultural Center”. Lo scorso 14 novembre, la DIGOS aveva sottoposto Ahmed all’obbligo di dimora, come disposto dal GIP, il quale stava indagando per maltrattamenti su minori e per le sue modalità di insegnamento nel centro, le quali avevano fatto scaturire l’accusa di abuso di autorità.

Stando a quanto ricostruito, più nel dettaglio, Ahmed e un secondo imam, anch’egli del Bangladesh, arrestato con le stesse accuse, spesso maltrattavano, esercitavano violenza fisica e psicologica e minacciavano i bambini che frequentavano il corso di religione islamica presso il Bangladesh Cultural Center di Padova. In aggiunta, secondo le autorità, Ahmed segue e predica una visione radicale della fede islamica.

Il terrorismo, secondo quanto reso noto dall’agenzia europea di collaborazione delle autorità, la Europol, all’interno del suo ultimo report dei trend e della situazione europea in materia di terrorismo, continua a costituire una minaccia per la sicurezza della maggior parte degli Stati membri.

Secondo i dati diffusi dall’Europol, nello specifico, nel 2018 i Paesi dell’UE sono stati teatro di un totale di 129 attentati, sia riusciti, sia sventati, sia non riusciti. I Paesi maggiormente colpiti sono stati il Regno Unito, con 60 attentati, la Francia, con 30, e l’Italia, con 13 attacchi.

Il terrorismo jihadista ha causato la morte di 13 persone in Europa, le quali hanno perso la vita in 7 attentati, ovvero 3 in meno rispetto ai 10 dell’anno precedente, i quali avevano causato la morte di 62 persone. Per quanto riguarda invece gli attentati non riusciti, nel 2018 gli Stati del blocco comunitario hanno sventato 16 attacchi. In riferimento ai foreign fighters, l’UE riporta che il numero di cittadini europei in partenza per i Paesi membri, o rientrati in UE, è stato molto basso nel 2018, anche perché i terroristi attivi negli Stati membri sono stati maggiormente impegnati nel pianificare atti terroristici all’interno dei confini europei.

Al terrorismo di matrice jihadista, tuttavia, è da integrare l’estremismo violento di destra, il quale ha realizzato un attentato in Italia e di cui le forze di polizia europee hanno arrestato numerosi militanti nei territori dei Paesi membri.

Anche il terrorismo di estrema sinistra e anarchico rimane presente nel territorio dell’UE, i cui Paesi membri hanno riportato di aver arrestato diversi militanti nel 2018. Nello specifico, l’Europol rivela che tale fenomeno è stato riportato esclusivamente da Grecia, Italia e Spagna.

Per quanto riguarda l’Italia, Europol rivela che Roma ha arrestato 56 terroristi nel corso del 2018, di cui 4 sono stati accusati di inviare in Siria del denaro, ottenuto in parte con donazioni e in parte con i guadagni generati dal traffico di migranti. Nello specifico, parte del denaro rintracciato era destinato a un gruppo terroristico attivo in Siria e affiliato ad al-Qaeda. A destare preoccupazione in Italia, secondo quanto rivelato da Europol, vi è anche il rischio della radicalizzazione nelle carceri italiane, dove nell’arco del 2018 è stato registrato l’aumento del numero di detenuti sostenitori dello Stato Islamico.

In aggiunta, secondo i dati diffusi dal Viminale, per quanto riguarda le espulsioni, dall’1 gennaio 2015 al 2 dicembre 2019 l’Italia ha espulso 454 sospetti terroristi, di cui 91 nel 2019. Nel 2018 le espulsioni erano state 126, 21 in più rispetto all’anno precedente, quando 105 sospetti terroristi erano stati espulsi dal Paese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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