Zelenskij: USA possono aiutarci con la Crimea

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 12:19 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskij ritiene che gli Stati Uniti possano aiutare Kiev nella situazione in Crimea. Lo ha affermato in un’intervista pubblicata lunedì sul quotidiano polacco Gazeta Wyborcza che ha avuto ampia eco sui media russi e ucraini

Zelenskij ha proposto un negoziato a tre con Washington e Mosca sulla questione della Crimea, ispirato al negoziato a quattro Russia-Ucraina-Francia-Germania, il cosiddetto Quartetto Normandia o Formato Normandia, che tratta sulla situazione nel Donbass.

“Penso che gli Stati Uniti possano essere d’aiuto nella questione con la Crimea. Potrebbe esserci un tale tipo di negoziati: Ucraina, Russia, Stati Uniti” – ha detto il presidente ucraino, che ha specificato che la sua prima scelta, tuttavia, è di inserire la Crimea tra i temi discussi nel vertice del Quartetto Normandia che si terrà a Parigi il prossimo 9 dicembre. Sulla Crimea, tuttavia, Mosca si rifiuta di trattare con chicchessia, poiché considera la penisola parte integrante della Federazione russa.

“Chiederò al vertice del 9 dicembre se possiamo parlare della Crimea in quella cerchia. Altrimenti, vorrei che raggiungessimo un accordo su un altro formato” – ha spiegato Zelenskij. “La Crimea è nostro territorio e vorrei che tornasse da noi” – ha affermato ancora.

La Crimea è diventata una repubblica della Federazione russa nel marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo la sommossa che rovesciato il presidente ucraino Janukovič, conosciuta come Euro-Majdan, e che ha innescato un conflitto armato interno nel sud-est del Paese. La comunità internazionale ha condannato l’annessione della Crimea, che la Russia considera un ritorno alla madrepatria, poiché la penisola, russa sin dai tempi di Caterina la grande (XVIII secolo), fu “regalata” all’Ucraina dal leader sovietico Nikita Chruščëv nel 1954 quando entrambi i paesi erano repubbliche dell’URSS. 

Mosca ha ripetutamente affermato che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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