Praga: UE accusa premier di conflitto d’interesse

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 20:27 in Europa Repubblica Ceca

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Un report trapelato della Commissione europea ha confermato le accuse contro il premier della Repubblica Ceca, Andrej Babis, ritenuto in conflitto di interessi.

È quanto annunciato, domenica 1 dicembre, da Reuters, il quale ha ripreso quanto diffuso dal settimanale Respekt, il quale aveva per primo rivelato i dettagli sulle accuse contro Babis.

Nello specifico, le accuse di conflitto di interesse che sembrano essere state confermate dal report fanno riferimento al fatto che Babis abbia affidato a fondi fiduciari la Holding finanziaria Agrofert, di cui Babis è fondatore, i cui asset, secondo le stime, hanno un valore di circa 3.5 miliardi di dollari.

Da parte sua, la Commissione europea ha annunciato di aver inviato i risultati del processo di revisione che ha riguardato Babis alle autorità ceche, aggiungendo però che il contenuto del report è confidenziale, dal momento che le indagini stanno proseguendo. Tale informazione è stata confermata dal Ministero dello Sviluppo Regionale della Repubblica Ceca.

In risposta a quanto trapelato, nel frattempo, un portavoce della holding Agrofert ha dichiarato di non essere in possesso di informazioni in merito ai risultati della revisione dei conti del premier ceco.

Il miliardario Andrej Babis era salito al potere il 6 dicembre 2017, dopo che il suo movimento politico, ANO, che in ceco significa “sì”, aveva vinto con ampio margine le elezioni parlamentari dell’ottobre 2017, avendo ricevuto il 30% dei consensi, circa il triplo del suo principale rivale, il partito conservatore ODS. In seguito alle elezioni, la CNN aveva rinominato il neoeletto premier “il Trump Ceco”, per via del suo potere economico e dei suoi “richiami populistici”. Al centro della campagna elettorale vi era stata una forte critica all’integrazione europea e all’adozione dell’euro, oltre che all’accoglienza dei migranti.

Poco dopo essere salito al potere, al premier era stata rimossa l’immunità parlamentare, nel gennaio 2018, consentendo così alle autorità giudiziarie di poter rivolgere la loro attenzione al primo ministro ceco, accusato di corruzione e di conflitto di interesse.

Per quanto riguarda le accuse in materia di corruzione, queste erano state sospese dalle autorità giudiziarie della Repubblica lo scorso 4 settembre.

In riferimento invece al conflitto di interessi, per l’accusa Babis aveva occultato di essere il proprietario di un’azienda agricola, la Stork Nest, al fine di risultare idoneo all’ottenimento dei fondi europei per le piccole e medie imprese. Nello specifico, secondo l’accusa, dal momento che Babis non risultava il proprietario della Stork Nest, l’azienda agricola aveva potuto ricevere circa 2 milioni di euro dall’Europa e che era di proprietà del gruppo Agrofert, fondato da Babis.

Oltre che per la Stork Nest, le accuse di conflitto di interessi erano sorte anche in riferimento al gruppo Agrofert, una holding fondata da Babis nel 1993 e operante nel settore agricolo, alimentare, chimico, energetico, logistico, delle comunicazioni e delle costruzioni. Poco prima di essere eletto, Babis aveva trasferito la proprietà dell’Agrofert in affido ai suoi familiari e avvocati, ma per l’accusa non è chiaro se il primo ministro benefici ancora dei profitti dell’Agrofert. Tale vicenda è stata sottoposta ad esame della Commissione europea, alla quale è stato chiesto di indagare sull’eventuale presenza di conflitto di interessi.

Stando a quanto emerso dal report trapelato, le aziende del gruppo Agrofert sono affidate a fondi fiduciari dal 2017. Tale passaggio di proprietà, secondo Reuters, è stato fatto da Babis per rispettare quanto prevede il diritto ceco sul conflitto di interessi.

Da parte sua, Babis ha ribadito, nella serata di domenica 1 dicembre, di aver rispettato tutti gli obblighi legali.

Nel frattempo, Reuters riporta che un primo documento dei revisori trapelato lo scorso giugno aveva annunciato che l’Ungheria potrebbe dover restituire all’Europa parte del denaro che era stato destinato alle aziende del gruppo Agrofert.

Stando alle informazioni riportate da Reuters, Babis è stato già al centro di ondate di proteste in Repubblica Ceca nella scorsa primavera e nell’autunno del 2019. Tali proteste erano state le più ampie dalla fine del comunismo. Ciò nonostante, riporta Reuters, il partito di governo, ANO, rimane il primo dei sondaggi.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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