Namibia: Geingob rieletto presidente

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 18:34 in Africa Namibia

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L’attuale presidente della Namibia, Hage Geingob, è stato rieletto con il 56.3% dei voti, una vittoria più modesta rispetto a quella ricevuta 5 anni fa, quando ottenne l’86% dei consensi. Leader del partito attualmente al potere, l’Organizzazione popolare dell’Africa sud-occidentale (SWAPO), Geingob si è scontrato con altri candidati presidenziali, il più favorito dei quali era Panduleni Itula, ex membro del partito di governo ma presentatosi alle elezioni come indipendente. Secondo i risultati pubblicati dalla Commissione elettorale domenica 1° dicembre, Itula ha ottenuto alle elezioni del 27 novembre il 30% dei voti. Il leader dell’opposizione, McHenry Venaani ha riscosso solo il 5.3%.

“La democrazia è il reale vincitore”, ha esclamato Geingob dopo la pubblicazione dei risultati. D’altra parte, Itula e un esponente di un altro partito d’opposizione, Bernadus Swartbooi, hanno contestato la rielezione dell’attuale presidente, accusato di aver commesso “frode” e “irregolarità”.

La Namibia è stato il primo Paese africano a introdurre il voto elettronico nel 2014. Il meccanismo, tuttavia, è stato criticato dalle opposizioni, le quali hanno contestato che l’assenza di schede cartacee avrebbe incrementato la possibilità di frode. La Commissione elettorale ha altresì reso noto che il partito SWAPO avrebbe vinto il 65% dei seggi all’Assemblea Nazionale, non riuscendo a ottenere la maggioranza dei due terzi. Nella legislatura precedente, il partito aveva guadagnato l’80% dei seggi.

La Namibia è uno dei Paesi africani più ricchi di minerali, dai diamanti, all’argento, all’uranio, al rame, allo zinco e all’oro. Tali risorse rappresentano oltre il 30% delle sue esportazioni. Nonostante questa ricchezza, tuttavia, la nazione, costituita da circa 2,5 milioni di abitanti, è vittima di un pesante rallentamento economico e la disoccupazione, specialmente tra le giovani generazioni, rimane pericolosamente alta. Inoltre, rimangono evidenti le disuguaglianze economiche tra la popolazione bianca e quella nera. I bianchi sono circa il 6% e alcuni discendono dagli abitanti di lingua tedesca dell’era coloniale, altri sono originari del Sudafrica. Il Paese sta altresì vivendo una delle peggiori crisi di siccità della sua storia, con i raccolti che vanno in rovina, le terre da pascolo che bruciano e l’approvvigionamento di cibo che viene fortemente minacciato.

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Chiara Gentili

di Redazione

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