Libia: la Francia non fornirà più le imbarcazioni alla guardia costiera

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 18:30 in Francia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Diversi funzionari della Francia hanno rivelato che il Ministero della Difesa di Parigi non fornirà più imbarcazioni alla Guardia costiera della Libia.

È quanto ufficializzato, lunedì 2 dicembre, da France24, il quale ha altresì spiegato che la decisione giunge in seguito all’appello presentato in tribunale da 8 Organizzazioni Non Governative, le quali si sono opposte al fornire supporto alle autorità libiche in virtù del trattamento che, a detta delle ONG, Tripoli riserva ai migranti.

La decisione di Parigi di fornire assistenza alle autorità libiche era stata annunciata, secondo quanto ricostruito dal quotidiano francese, lo scorso febbraio, quando il ministro della Difesa, Florence Parly, aveva rivelato che la Francia avrebbe fornito alla Libia alcuni gommoni Sillinger semi rigidi. Tali imbarcazioni, aveva annunciato Parly, avrebbero aiutato il governo di Tripoli a rafforzare il proprio controllo delle frontiere del Paese.

Tale proposta di assistenza, tuttavia, non era stata ben vista da alcune ONG, le quali hanno criticato la scelta di aiutare la Guardia costiera libica, ritenuta colpevole di prelevare i migranti intercettati nel Mediterraneo e riportarli nei centri di detenzione del Paese. Tali strutture, a detta degli attivisti, sono in stato di sovraffollamento e sono luoghi dove si verificano abusi e dove i migranti sono sottoposti a lavoro forzato.

In tale ottica, le 8 ONG, tra cui Amnesty France e Medici Senza Frontiere, hanno presentato appello in tribunale contro la decisione del governo parigino, chiedendone l’annullamento, dal momento che, per le ONG, Parigi sarebbe risultata complice delle ingiustizie subite dai migranti in caso di invio di aiuti alla Guardia costiera libica.

In risposta a tali critiche, secondo quanto si apprende, il Ministero della Difesa ha scritto alla Corte di appello di Parigi dove è stato presentato il ricorso che l’invio delle imbarcazioni era stato inizialmente approvato per aiutare la Libia, ma che non si sarebbe verificato.

In aggiunta, una fonte interna al Ministero, in condizioni di anonimato, ha dichiarato che l’invio di imbarcazioni francesi alla Guardia costiera era stato annullato vista la situazione corrente nel Paese nordafricano.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Sulla Libia, il Presidente della Francia, Emmanuel Macron, aveva dichiarato, lo scorso 18 settembre, in occasione di un vertice con il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, che tale questione è “oggetto di vera convergenza franco-italiana”, motivo per cui i due Paesi ritengono fondamentale lavorare insieme alla stabilizzazione del Paese.

Tuttavia, secondo quanto dichiarato da fonti diplomatiche, l’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, ritiene che Italia e Francia sembrino esclusivamente interessate ad assicurarsi un’influenza sulla Libia e a soddisfare i loro interessi energetici ed economici. Diversamente da Roma e Parigi, secondo il rappresentante dell’ONU, la Germania può essere un attore chiave per la mediazione, in quanto si è sempre dimostrata imparziale rispetto al conflitto libico.

A tale riguardo, il 14 settembre, l’ambasciatore tedesco a Tripoli aveva dichiarato che la Germania intende ospitare una conferenza sulla Libia, in coordinamento con le Nazioni Unite, per tentare di riportare la sicurezza e stabilizzare la produzione di petrolio nel Paese nordafricano, dove la guerra continua a minacciare la stabilità economica e politica.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.