La fine dell’anno: eterno problema dell’economia ecuadoriana

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 6:10 in America Latina Ecuador

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Negli ultimi anni, l’onere fiscale di fine anno è diventato tradizionale come le feste di Natale per gli ecuadoriani: con un occhio alle urgenze immediate e un altro alle difficoltà dell’anno successivo, il paese sudamericano si è abituato a chiudere ogni dicembre con problemi aperti e a dover rinviare un soluzione più o meno definitiva per la mancata corrispondenza fiscale tra bilancio preventivo e bilancio consuntivo. Dopo il forte calo del prezzo del petrolio nel 2014, lo Stato ecuadoriano affronta costantemente un ampio divario tra entrate e spese che lo costringe a ricorrere a nuove fonti di finanziamento nell’ultimo trimestre dell’anno. Il 2019 non sarà diverso.

Con i mercati internazionali che richiedono a Quito uno dei maggiori interessi in America Latina, nel 2018 il governo di Lenín Moreno ha dovuto fare ricorso agli aiuti di Pechino per bilanciare i conti con un miliardo di dollari (poco più di 900 milioni di euro) che avrebbero consentito la chiusura dell’esercizio, paga extra natalizia per i funzionari e

ottemperanza degli impegni di debito inclusi. Nel 2019 si aggiunge un nuovo attore: dopo il salvataggio del Fondo Monetario Internazionale, a febbraio, Quito sarà costretta a manovre adeguate da ottenere l’acquiescenza dell’organismo internazionale per l’erogazione di 500 milioni a breve termine. In cambio di profondi aggiustamenti e di un impegno a ridurre il deficit, l’entità con sede a Washington ha accettato di erogare 4,2 miliardi di dollari in tre anni. Un’importante boccata d’ossigeno per l’Ecuador per far fronte alla situazione. Ma le recenti battute d’arresto politiche e l’ondata di manifestazioni di piazza contro le riforme in questione hanno lasciato congelate, per il momento, non solo le riforme ma ance la seconda tranche di aiuti del FMI che il governo di Moreno si aspettava per superare entro fine anno le difficoltà nel far quadrare i conti pubblici. 

“Ormai da molti anni, l’Ecuador si è abituato a chiudere con più deficit di quanto annunciato. E, soprattutto, senza trasparenza nei conti pubblici ” – spiega l’economista Leonardo Izquierdo: ” Il superamento del tetto del 40% del debito era atteso da tempo”.

La bocciatura da parte dell’Assemblea nazionale della riforma fiscale concordata con il FMI ha sprofondato gli attori economici e politici nell’incertezza: sebbene sia il governo di Quito sia il Fondo Monetario abbiano cercato di placare la preoccupazione degli investitori esteri, a nessuno sfugge il fatto che il panorama politico offuschi le prospettive di consolidamento fiscale a medio termine.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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