Italia: ministro dell’Interno a Bruxelles per parlare di immigrazione e terrorismo

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 19:29 in Europa Italia

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Il ministro dell’Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, si è recata a Bruxelles per prendere parte al Consiglio Giustizia e Affari Interni.

È quanto annunciato dal Ministero dell’Interno, lunedì 2 dicembre, il quale ha aggiunto che nel corso della sua permanenza a Bruxelles, Lamorgese avrà modo di effettuare incontri bilaterali con il suo omologo della Danimarca, Mattias Tesfaye e, in seguito, con il vicepresidente della Commissione europea, nonché nuovo commissario per la Promozione dello Stile di Vita europeo, Margaritis Schinas.

Stando a quanto si apprende dal Consiglio dei ministri dell’UE, il vertice del Consiglio Giustizia e Affari Interni  è programmato per il 2 e 3 dicembre.

Nella prima giornata di lavori, il focus sarà sul tema dell’immigrazione, in riferimento al quale i ministri dell’Interno dei Paesi membri discuteranno della politica europea in materia di immigrazione e asilo.

Successivamente, i ministri dell’Interno si concentreranno sulle misure di protezione della sicurezza interna dell’Unione, ponendo particolare attenzione al rafforzamento delle frontiere.

In tale ambito, nello specifico, i ministri potranno esaminare il nuovo regolamento della Guardia costiera e di frontiera europea, adottato dal Consiglio europeo lo scorso 8 novembre e che entrerà in vigore a partire da mercoledì 4 dicembre.

Per concludere la prima giornata di lavori, il gruppo di contrasto al terrorismo aggiornerà i ministri europei sugli ultimi sviluppi in materia di cooperazione tra gli Stati membri.

A tale riguardo, l’agenzia europea di collaborazione delle autorità, la Europol, rivela, all’interno del suo ultimo report dei trend e della situazione europea in materia di terrorismo, che tale fenomeno continua a costituire una minaccia per la maggior parte degli Stati membri.

Secondo quanto ricostruito, nel 2018 i Paesi dell’UE hanno riportato un totale di 129 attentati, sia riusciti, sia sventati, sia non riusciti. I Paesi maggiormente colpiti sono stati il Regno Unito, con 60 attentati, la Francia, con 30, e l’Italia, con 13 attacchi.

Il terrorismo jihadista ha causato la morte di 13 persone in Europa, le quali hanno perso la vita in 7 attentati, ovvero 3 in meno rispetto ai 10 dell’anno precedente, i quali avevano causato la morte di 62 persone. Per quanto riguarda invece gli attentati non riusciti, nel 2018 gli Stati del blocco comunitario hanno sventato 16 attacchi. In riferimento ai foreign fighters, l’UE riporta che il numero di cittadini europei in partenza per i Paesi membri, o rientrati in UE, è stato molto basso nel 2018, anche perché i terroristi attivi negli Stati membri sono stati maggiormente impegnati nel pianificare atti terroristici all’interno dei confini europei.

Al terrorismo di matrice jihadista, tuttavia, è da integrare l’estremismo violento di destra, il quale ha realizzato un attentato in Italia e di cui le forze di polizia europee hanno arrestato numerosi militanti nei territori dei Paesi membri.

Anche il terrorismo di estrema sinistra e anarchico rimane presente nel territorio dell’UE, i cui Paesi membri hanno riportato di aver arrestato diversi militanti nel 2018. Nello specifico, l’Europol rivela che tale fenomeno è stato riportato esclusivamente da Grecia, Italia e Spagna.

Per quanto riguarda l’Italia, Europol rivela che Roma ha arrestato 56 terroristi nel corso del 2018, di cui 4 sono stati accusati di inviare in Siria del denaro, ottenuto in parte con donazioni e in parte con i guadagni generati dal traffico di migranti. Nello specifico, parte del denaro rintracciato era destinato a un gruppo terroristico attivo in Siria e affiliato ad al-Qaeda. A destare preoccupazione in Italia, secondo quanto rivelato da Europol, vi è anche il rischio della radicalizzazione nelle carceri italiane, dove nell’arco del 2018 è stato registrato l’aumento del numero di detenuti sostenitori dello Stato Islamico.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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