Cile: Camera vota per mettere ex ministro degli interni in stato d’accusa

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 9:07 in America Latina Cile

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La Camera dei deputati del Cile ha votato a favore della messa in stato d’accusa costituzionale dell’ex ministro degli Interni Andrés Chadwick, considerato responsabile degli abusi delle forze di sicurezza nel corso delle manifestazioni di piazza che da sei settimane ormai scuotono il paese andino.

La sessione si è svolta senza la presenza dell’ex responsabile degli interni in aula e senza ministri.

L’accusa ha ottenuto 79 voti a favore, 71 contrari e un’astensione, generando una discussione in Aula con il voto del deputato Cristóbal Urruticoechea che è apparso a favore, nonostante fosse stato contrario, “per un problema tecnico al sua scranno”.

Il presidente della Camera, Iván Flores (DC), ha spiegato che “premendo sulla tastiera, che ha tre colori per votare a favore, contro o in astensione, sembra che uno dei pulsanti sia stato bloccato e contrassegnato a favore dell’accusa”.

“Lo ha corretto immediatamente quando non è stato in grado di sbloccarlo, e quel voto a favore, che ha aggiunto 80 voti sullo schermo, è stato attualizzato manualmente e quindi, è stato registrato che ci sono 79 voti a favore, 71 voti contro l’accusa, dove si aggiunge il voto del deputato e un’astensione”, ha concluso il democristiano, che ha bloccato la richiesta dell’alleanza Chile Vamos, che sostiene il presidente Piñera, di ripetere la votazione.

Immediatamente dopo il voto, la Presidenza della Camera ha formato il comitato dei deputati che presenterà l’accusa al Senato, che funge da giuria.

I deputati Gabriel Boric (Ciudadanos), Marcos Ilabaca (Partido Socialista) e Gabriel Silber (Democracia Cristiana), a nome della Camera, presenteranno l’accusa nella Camera alta, dove l’accusa costituzionale contro Chadwick sarà discussa nella settimana del 9 novembre, secondo fonti del parlamento di Santiago.

“Insieme al deputato Ilabaca e al deputato Silber, spero di convincerli (al Senato) dal punto di vista che è necessario che in Cile, in primo luogo, sia stabilita la verità sulle gravi violazioni dei diritti umani che si sono verificate e di cui tutti abbiamo preso conoscenzao, in secondo luogo, che per riunire un popolo non può esserci impunità, e quindi ci deve essere responsabile in termini penali e politici, è chiaro che la persona responsabile dell’applicazione della legge e della sicurezza in uno stato di diritto è il ministro degli interni, e quindi tale responsabilità non può essere ignorata e non si esaurisce solo con la partenza del gabinetto” – ha detto Boric commentando la sua nomina.

Se il Senato accoglie con favore e approva l’accusa contro Chadwick, l’ex ministro, che è cugino del presidente Sebastián Piñera e uno dei massimi esponenti dell’Unión Democrática Independiente (UDI), uno dei due principali partiti della destra cilena, sarà interdetto dai pubblici uffici per cinque anni. Al senato Chile Vamos, che unisce l’UDI ad altre quattro formazioni, può contare su 19 voti su 43.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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