Burkina Faso: attacco contro chiesa protestante, 14 morti

Pubblicato il 2 dicembre 2019 alle 16:20 in Africa Burkina Faso

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le autorità del Burkina Faso hanno confermato che 14 persone sono state uccise in un attacco contro una chiesa protestante, avvenuto durante la messa di domenica 1° dicembre. Il presidente Roch Marc Christian Kabore ha condannato su Twitter “l’atto barbarico”, perpetrato nella città orientale di Hantoukoura, e ha offerto le sue “più sincere condoglianze” alle famiglie dei defunti. Diverse persone sono rimaste ferite. Non è ancora chiaro, tuttavia, chi siano i responsabili dell’attentato e i dettagli sulla vicenda devono ancora essere svelati. Le forze armate del Burkina Faso sono momentaneamente impegnate a soccorrere i feriti e a perlustrare l’area.

L’ultimo attacco sul territorio burkinabé si era verificato il 7 novembre, quando un gruppo di uomini armati aveva preso d’assalto un convoglio che trasportava alcuni lavoratori dell’azienda mineraria canadese Semafo, uccidendone almeno 37. L’imboscata aveva interessato 5 pullman della compagnia che viaggiavano su una strada a 40 km da Boungou, nell’Est del Paese. Secondo le dinamiche dell’incidente, riportate da alcuni testimoni locali, un mezzo di scorta militare, che accompagnava il convoglio, sarebbe stato colpito da un esplosivo. Poco dopo, un gruppo di uomini armati avrebbe cominciato a sparare contro i pullman della società e contro i dipendenti che si trovavano a bordo. Qualche giorno dopo questa vicenda, il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, aveva promesso maggiore impegno nella lotta al terrorismo islamico.

Per lungo tempo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti in seguito alla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. I militanti, alcuni legati ad al-Qaeda, altri allo Stato Islamico, hanno cominciato a infiltrarsi nel Paese dalle regioni del Nord, al confine con il Mali e con il Niger. Da lì, si sono poi spostati in altre direzioni, soprattutto a Est. Uno degli attentati di maggior impatto è stato condotto il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba. In tale occasione, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando le difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta antiterroristica efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda e attiva nell’Africa nord-occidentale. 

L’insicurezza rende il Paese difficile da governare e acuisce le tensioni etniche e religiose. Secondo il Country Report on Terorrism 2017 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso. A partire dal 2017, si è registrata nel Paese una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Nel 2018, militanti jihadisti affiliati a diverse organizzazioni hanno condotto omicidi mirati, raid contro postazioni militari e di sicurezza, attentati con esplosivi improvvisati.

Il Paese fa parte della forza antiterrorismo G5 Sahel, un corpo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali provenienti anche da Mauritania, Niger e Ciad, creato nel febbraio 2017, per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.